«

»

apr
21

Rifiuti zero, ma senza Biogas

In questi giorni ci sono molti comitati che stanno portando l’iniziativa della proposta di legge di rifiuti zero, in tour per l’Italia, per tutti coloro che non avessero letto la proposta, ne raccomandiamo l’attenta lettura, per una valutazione complessiva delle proposta di legge.

Gli autori garantiscono che la legge è migliorabile, ma non nei punti che i comitati contestano, ovvero l’art. 14, sugli incentivi al Biogas.

Sono state sottoposte molte domande sul tema, a cui non sono state date risposte esaurienti, se non la scontata ripetizione della propria ragione. Di seguito il testo integrale della proposta e le domande dei comitati, che sottolineano la criticità dell’art. 14.

relazione legge rifiuti zero 25 marzo 2013

Legge Rifiuti Zero: per una vera società sostenibile”

————————————-

L’articolo 14, “Semplificazione delle procedure per l’impiantistica del riciclo”,  prevede  procedure  di autorizzazione  semplificate per l’impiantistica legata al riuso, al riciclaggio e al compostaggio, come previsto dall’art. 214 del D. lgs 152/2005 e s.mi, e l’adozione da parte di Regioni e Province di un iter amministrativo accelerato. Si individuano le tipologie di impianti che potranno godere di questo regime speciale, tra cui i digestori anaerobici alimentati a FORSU di capacità limitata.

Introduce per tutti i digestori anaerobici una nuova disposizione per cui sono privilegiati gli impianti che prevedono la re-immissione in rete del bio-metano da biogas prodotto, con espresso divieto di combustione del bio-metano e del biogas per la produzione di energia elettrica, se non per quanto strettamente connesso alle necessità di auto alimentazione interna e con obbligo di trattamento del digestato in impianti di compostaggio aerobico. Si prevede inoltre la possibilità che tale bio-metano da biogas possa essere in alternativa anche commercializzato quale carburante per autotrazione, sull’esempio di quanto già avviene in diversi stati dell’Unione Europea.

**********************

Si indica che  il digestato  possa essere utilizzato come un possibile ammendante per l’impiego in agricoltura biologica e biodinamica. Il digestato ottenuto da rifiuti è un rifiuto a tutti gli effetti (Codici CER 190600-03-04-05-06) ed è dimostrato che il suo utilizzo in agricoltura può essere pericoloso e pertanto dovrà essere trattato in discariche speciali, con un prezzo Tonnellata doppio rispetto a quello pagato per gli RSU. (Sentenza 5566/2012 del Consiglio di Stato, sentenza Tar Toscana 917/2011). Il digestato  può contenere, come è stato dimostrato in Germania,  spore di clostridi (come quelle del tetano e del botulino) che hanno provocato decessi e malattie.  Questi batteri sono presenti nel digestato, cioè nello scarto dei digestori che viene successivamente smaltito nei terreni. Per questo motivo la regione Emilia-Romagna, nelle sue Linee guida per la localizzazione delle centrali a biogas (delibera dell’Assemblea regionale n. 51 del 26 luglio 2011), stabilisce che il territorio di produzione del Parmigiano-Reggiano è considerato non idoneo all’installazione di impianti di produzione di energia da biogas.

 

Domanda n.1  Per quale motivo la proposta di legge approva il ricorso ai digestori anaerobici alimentati a Forsu, dando addirittura un regime speciale, per la semplificazione delle procedure per l’impiantistica legata al riuso, invece di promuovere metodi di assoluto riciclo come quello che avviene nel processo biologico aerobico, cioè Il compost di qualità ottenuto dalla raccolta differenziata dell’organico?

 

Domanda n.2  La semplificazione ottenuta grazie all’art.14 potrebbe agevolare impianti di digestori anaerobici fino a 36000 tonnellate, pari alla frazione organica ( forsu) di una città di 350000 abitanti, anche in territori come questo che invece avrebbero bisogno solo di piccoli impianti aerobici, per la produzione di compost di qualità, sulla base del principio di Prossimità ed al Principio di Autosufficienza espressi nella Direttiva europea 2006/12/CE, per quale motivo la proposta di legge non incentiva i piccoli impianti per la produzione di compost?

 

 

Domanda n.3  Visto che il digestato dei digestori deve essere avviato per legge in un processo aerobico, per quale motivo si ricorre a tale impianti?

 

Domanda n.4  Togliere gli incentivi per la produzione energetica non elimina il problema della proliferazione di impianti di biodigestori, visto che tali impianti, potrebbero ricevere parecchie tonnellate di rifiuti, considerando che il prezzo medio dei rifiuti conferiti in discarica è di circa 106/130 euro a tonnellata non crede che agevolare tali impianti, potrebbe diventare un’opportunità di guadagni, piuttosto che la riduzione dei rifiuti stessi?