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SS 675: Al Ministero dell’ambiente si chiede l’archiviazione dell’attuale VIA sul progetto preliminare nella valle del Mignone

Prima di distruggere un territorio chiediamo che venga valutata la possibilità di scegliere il minor danno, optando per una progetto di messa in sicurezza della SS Aurelia Bis e la cantierizzazione immediata dei lavori senza aspettare che qualcuno ci muoia ancora su quella strada, che di statale ha solo il nome. Perchè a forza di promettere superstrade che arrivano dopo 30 anni, i territori si devono accontentare di quella indecente e mortale viabilità, magari lasciata ad arte?. Il rischio è sempre quello, che l’avvio di una superstrada non venga presa come una forma di distruzione del territorio ma come l’unica miglioria della viabilità che poteva essere magari solo una messa in sicurezza dell’attuale evitando la distruzione della valle del Mignone!

http://www.va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Documentazione/1560/2533?Testo=&RaggruppamentoID=129#form-cercaDocumentazione

 

OGGETTO: Osservazioni ex L. 241/90 e D.lgs 152/06 alle integrazioni di ANAS alle richieste formulate dalla Commissione VIA, con nota 0002229/CTVA del 17/06/2016 sulla procedura di VIA relativa al completamento della S.S. 675 nel tratto Monte Romano – Civitavecchia. Progetto preliminare. – Istanza di archiviazione e parere negativo ovvero di avvio nuova procedura.

OSSERVAZIONI DI MERITO

L’analisi del documento trasmesso da ANAS non manca di evidenziare vistose incompletezze e carenze su molti dei 66 punti di chiarimento ed integrazione richiesti dalla Commissione VIA del Minambiente.

In via preliminare, prima di entrare nel merito delle singole risposte occorre rilevare un atteggiamento scarsamente collaborativo da parte di ANAS che in molte risposte evita di entrare nel merito delle richieste o lo fa semplicemente rimandando alla precedente relazione tecnico-progettuale.

Si rileva come tale atteggiamento contrasti con lo spirito della stessa procedura di VIA che costituisce, nelle sue modalità formali di contraddittorio, uno strumento di garanzia per comprovare la bontà delle scelte progettuali.

Il venire meno di tale processo contraddittorio con risposte evasive o addirittura omissive da parte del progettista aumenta il livello di preoccupazione circa le criticità evidenziate nei quesiti del Minambiente – Commissione VIA e non risolte nelle risposte di ANAS.

Si noti a questo proposito come i documenti allegati alle risposte di ANAS sono spesso una mera ripubblicazione di materiale già prodotto nella edizione del progetto dell’agosto 2015 senza che quindi aggiungano elementi utili a chiarire le perplessità espresse dalla Commissione.

Entrando nel dettaglio si sottolinea l’insufficienza e l’incongruità delle seguenti risposte di ANAS:

Già nella “PREMESSA” del documento, come sopra rilevato, emerge una affermazione che costituisce uno dei temi fondanti del documento:

“Fermo restando che già si sono condotte le prime attività di monitoraggio utili alla definizione di un progetto preliminare adeguatamente dettagliato, si rappresenta che ulteriori attività di monitoraggio specifiche verranno comunque condotte in parallelo all’avvio della progettazione definitiva e concorreranno ad affinare le soluzioni mitigative proposte”.

Ebbene l’impatto ambientale è un concetto fondamentale e preliminare a qualsivoglia opera edile. Si basa sul principio per cui è sempre meglio prevenire possibili effetti negativi di un progetto che combatterne le conseguenze in un secondo momento. La procedura amministrativa allo stato attuale, prevede che il MATTM dia o meno la sua autorizzazione all’opera sulla base delle rilevazioni dei dati scientifici forniti allo stato attuale sull’ambiente coinvolto, i dati economici che riguardano il progetto stesso e la relazione tra ambiente e progetto anche in riferimento alla comunità di esseri umani che vive in esso. L’eventuale nulla osta al progetto preliminare concesso in questa fase renderà di fatto assolutamente irrilevanti le “ulteriori attività di monitoraggio specifiche…..condotte in parallelo all’avvio della progettazione definitiva che concorreranno ad affinare le soluzioni mitigative proposte”. Nella assoluta unicità e fragilità dell’ecosistema coinvolto dal progetto un generico proponimento di ulteriori attività di monitoraggio – successive alla autorizzazione VIA (!) – non può essere considerato un elemento attendibile per la tutela del territorio da eventuali danni provocati da un mancato approfondimento progettuale che deve avvenire ed essere valutato dal Minambiente in questa, e solo in questa fase, pena conseguenze dannose e molto probabilmente irreversibili per il territorio coinvolto.

 

 

 

 

 

 

Ancora più preoccupante appare poi il seguente enunciato ANAS, sempre nella “PREMESSA” :

“Preme infine evidenziare che gli approfonditi studi condotti in occasione di questo progetto, mirati alla valutazione quali-quantitativa degli effetti generati dalla realizzazione di una strada sulle componenti ecosistemiche, hanno evidenziato una sostanziale assenza di riscontri scientifici e bibliografici atti a poter quantificare la reale interferenza delle infrastrutture lineari stradali. ANAS si propone pertanto come parte attività per la realizzazione di appositi monitoraggi postoperam che concorrano a dare un contributo sperimentale alla comprensione di questi aspetti”

Varrebbe a dire che, in spregio all’ormai universalmente accettato principio di precauzione che ricordiamo “impone di attuare senza indugio azioni di contrasto nelle ipotesi in cui ricorra una minaccia di danni “gravi o irreversibili” per l’ambiente, pur senza disporre di certezze scientifiche assolute sui reali pericoli”, ANAS vorrebbe non solo procedere ugualmente alla realizzazione di un  progetto senza conoscerne né prevedere eventuali effetti negativi sul territorio o sull’ambiente ma, si  propone di utilizzare un territorio di rara peculiarità ambientale come laboratorio e “caso di studio” per monitorare ed evidenziare post operam i danni che ne scaturiranno!!!

Vale qui ricordare come secondo la Commissione europea, il principio di precauzione può essere invocato quando un fenomeno, un prodotto o un processo può avere effetti potenzialmente pericolosi, individuati tramite una valutazione scientifica e obiettiva, se questa valutazione non consente di determinare il rischio con sufficiente certezza.  

CONCLUSIONI

Alla luce di quanto sopra, ribadito e riportato quanto sin ad oggi rappresentato, si chiede che la Commissione VIA VAS voglia valutare e formalmente e motivatamente esprimersi sulle seguenti richieste e sopra riportate osservazioni:

  1. In via preliminare dichiarare archiviata o comunque non procedibile la valutazione in oggetto in ragione della non ottemperanza sostanziale di ANAS alle richiesta di integrazioni informative e progettuali richieste.
  2. Nel merito, recare al Ministro competente proposta di parere negativo sul progetto poiché, allo stato, ad elevato impatto ambientale o ad impatto ambientale ignoto e/o non valutabile, anche alla luce di precedenti ipotesi progettuali scartate essenzialmente per minor onere economico (cd. Progetto low cost) ragione a cui paiono essersi piegati interessi di rango primario.
  3. In subordine disporre l’avvio di una nuova procedura sulla base di un diverso Studio di Impatto Ambientale contenente una completa e diversa valutazione del tracciato proposto sulla base di tutti i rilevi emersi, in confronto con le diverse scelte progettuali già proposte a cui aggiungervi la messa in sicurezza di tracciati oggi già esistenti; SIA da affidarsi alla redazione di soggetti terzi indipendenti.
  4. Si richiede infine la pubblicazione integrale del presente documento nell’elenco dei documenti pubblicati sul sito web del MATTM nella sezione denominata
    “Documentazione depositata per la partecipazione del pubblico” a garanzia della trasparenza e della partecipazione pubblica alla procedura di valutazione, come sinora puntualmente e diligentemente fatto.

 

 

 

 

http://www.va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Documentazione/1560/2533?Testo=&RaggruppamentoID=129#form-cercaDocumentazione