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Non basta dire Economia circolare per giustificare gli inceneritori

Gli approfondimenti giornalistici sugli inceneritori dovrebbero essere più equilibrati per essere credibili, non basta mettere al centro l’economia circolare, è necessario aggiungere il costo sanitario e sociale carico sanitario, quasi sempre sottaciuto. Le lettere dei cittadini di Tarquinia indirizzate alla Gabanelli in dataroom del 12 Gennaio 2020:

 LETTERA APERTA A DOTT.SSA GABANELLI

Gentile dott..ssa Gabanelli, ho sempre considerato il suo lavoro e le sue inchieste estremamente interessanti e credevo nella sua onestà intellettuale, per questo sono rimasta davvero basita e delusa da questa sua ultima inchiesta sugli inceneritori e sulla produzione di energia dai rifiuti, che è a dir poco parziale. Gli inceneritori vengono infatti presentati nel suo articolo in modo rassicurante, ecosostenibili, perfettamente integrati nel discorso dell’economia circolare tacendo sul grido di allarme che si sente da più parti a partire dall’ISDE (Società Italiana dei medici per l’Ambiente) sui rischi per salute e ambiente e che si possono evincere da tutta una serie di studi epidemiologici pubblicati proprio nel 2020 (Tai et al 2020: The health impacts of waste incineration: a systematic review. Domingo et al 2020.:Adverse health effects for populations living near waste incenerators with special attention to hazardous waste incenerators. A review of the scientific literature; Parkes et al 2020: Risk of congenital anomalies near municipal waste incinerators in England and Scotland: Retrospective population-based cohort study; traduzione:Tai et al 2020. LETTERA APERTA INVIATA A M. GABANELLI

All’attenzione della dott.ssa Milena Gabanelli.
Sono una lettrice e abbonata del Corriere della sera e fino a qualche anno fa seguivo con interesse il programma “Report”, di Milena Gabanelli.
Pur riconoscendo il diverso taglio di approfondimento giornalistico della rubrica digitale del programma di Dataroom, rimane lo sconcerto su alcuni temi.
Mi riferisco agli inceneritori e al suo “dataroom” del 12 Gennaio 2021.
https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/rifiuti-come-pagare-tari-piu-bassa-smaltirli-meglio-vantaggi-ambiente-differenziata-biometano-termovalorizzatori-gas-serra/3d34586c-54fb-11eb-89b9-d85a626b049f-va.shtmlhttps://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/rifiuti-come-pagare-tari-piu-bassa-smaltirli-meglio-vantaggi-ambiente-differenziata-biometano-termovalorizzatori-gas-serra/3d34586c-54fb-11eb-89b9-d85a626b049f-va.shtml

Vorrei infine segnalare il disappunto di tante persone che come me condividono una battaglia a Tarquinia contro il progetto di un impianto di incenerimento a cura della A2A Ambiente Spa, (in VIA presso la Regione Lazio) per aver minimizzato l’impatto di detti mega impianti sui territori, certificato ormai da molti studi scientifici.
Mi permetto di portare alla sua attenzione e a quella della redazione, che c’è un rovescio della medaglia, quello descritto dagli studi dei medici per l’ambiente (ISDE), dati scientifici, che dimostrano come gli inceneritori siano un costo troppo alto per i territori, in termini ambientali, sanitari e sociali.
Saremmo molto felici se volesse citare nelle sue ricostruzioni giornalistiche anche le pubblicazioni dei nostri medici, ISDE, sul tema dell’inquinamento e sugli impatti degli inceneritori.
Questo per esempio è il post del dott. Giovanni Ghirga, medico ISDE e pediatra presso l’ospedale di Civitavecchia, che vi pregherei di leggere:

 La sig.ra Gabanelli si ricorderà sicuramente la nostra battaglia contro la riconversione a Carbone di Civitavecchia, portata più volte in trasmissione al tempo di Report.
Come avrà visto, purtroppo nessuno ha fermato la riconversione a carbone di TVN a Civitavecchia e oggi soffriamo più di prima l’impatto di tanti impianti energetici, che pur bruciando combustibili fossili a norma di legge, peggiorano di giorno in giorno la qualità della vita degli abitanti del comprensorio.
In attesa di un riscontro, invio i saluti di tutta la città di Tarquinia.
Marzia Marzoli