“MOZIONE AVENTE PER OGGETTO:PROVVEDIMENTI PER LA DEARSENIFICAZIONE DELLE ACQUE DESTINATE AL CONSUMO UMANO,NELL’AMBITO DEL COMUNE DI TARQUINIA”

“MOZIONE AVENTE PER OGGETTO:PROVVEDIMENTI PER LA DEARSENIFICAZIONE DELLE ACQUE DESTINATE AL CONSUMO UMANO,NELL’AMBITO DEL COMUNE DI TARQUINIA”. Presentata il 27 12 2010

Gruppo Consiliare Per il Bene di Tarquinia di Marco Tosoni

Al Presidente del consiglio del comune di Tarquinia

 

“MOZIONE AVENTE PER OGGETTO:PROVVEDIMENTI PER LA DEARSENIFICAZIONE DELLE ACQUE DESTINATE AL CONSUMO UMANO,NELL’AMBITO DEL COMUNE DI TARQUINIA”

 

 

Visto che

l ’Agenzia internazionale di ricerca sul cancro (I.A.R.C.) classifica l’Arsenico come elemento cancerogeno e lo pone in diretta correlazione con  molte patologie oncologiche e in particolare con il tumore del polmone, della vescica, del rene e della cute;

l’esposizione ad Arsenico attraverso l’acqua destinata a consumo umano è stata associata anche al cancro del fegato e del colon;

l’assunzione cronica di Arsenico è indicata da numerosissimi studi scientifici anche quale responsabile di patologie cardiovascolari, neurologiche e neuro comportamentali, il diabete di tipo 2, lesioni cutanee, disturbi respiratori, disturbi della sfera riproduttiva e malattie ematologiche.

l’incenerimento dei rifiuti, la combustione dell’olio combustibile e del carbone e

l’industria mineraria hanno una importanza rilevante nell’inquinamento ambientale da

arsenico, non inferiore alle cause naturali (Guidelines Canadian Drinking Water quality,

2006; EPA, Locating and Estimating Air Emissions from Sources of Arsenic

and Arsenic Compounds, 1998);

 

le alte emissioni di arsenico causate dalla combustione cinquantennale dell’olio

combustibile, emissioni che, nella centrale di Torre Valdaliga Nord solo nell’anno 2002

(dichiarazione INES anno 2003) sono state di oltre “287 chilogrammi”;

emissioni nell’ambiente di arsenico, in seguito alla combustione del carbone presso la

centrale di Torre Valdaliga Nord, sono dichiarate, anche se nei limiti di legge, nella

trasmissione degli elementi integrativi ai fini del riesame dell’autorizzazione unica n.

55/02/2003, del 24/12/2003, limitatamente agli aspetti inerenti l’autorizzazione integrata

ambientale.

Considerato che

il Decreto legislativo n. 31 del 2 febbraio 2001, modificato e integrato con successivo D.Lgs. 27/02, che disciplina la qualità delle acque potabili destinate al consumo umano garantendone la salubrità e la pulizia, in recepimento della Direttiva  europea 98/83/CE, dal dicembre 2003, ha abbassato il limite previsto per l’Arsenico nelle acque  potabili da50 a10 μg/l (microgrammi/litro), proprio in considerazione della sua  cancerogenicità e dell’evidente  rischio per la salute umana;

la Regione Lazio  fin dal2003 hacontinuamente  fatto ricorso all’istituto della deroga, che ha innalzato il limite previsto dal D. Lgs.  31/2001 da10 a50 microgrammi/litro per l’Arsenico ( ma anche i limiti per altri elementi quali il Fluoro, il Vanadio, il Selenio) e di fatto ha reso potabili per deroga acque che in realtà possono nuocere alla salute umana;

i periodi di deroga, come disposto dal succitato decreto legislativo, avrebbero dovuto però avere la durata più breve possibile e, comunque, non superiore ad un periodo di tre anni nei quali si sarebbero dovuti presentare ed attuare piani di rientro mediante idonee tecnologie di trattamento delle acque captate e/o  attraverso l’individuazione di nuove risorse idriche sostitutive, in modo da assicurare acque salubri e pulite agli abitanti della regione Lazio

Visto che

 

La Commissione Europea  il 28 ottobre 2010 con il documento n. C(2010)7605  ha respinto la richiesta dell’Italia per una ulteriore deroga del parametro Arsenico, elemento tossico e cancerogeno, nelle acque destinate a consumo umano:

 

Il consiglio comunale impegna il sindaco affinché:

si faccia immediatamente rispettare nel comune di Tarquinia il divieto di uso per consumo umano di acqua contenente arsenico oltre i 10 microgrammi/litro adottando tutti i provvedimenti necessari per rientrare nei limiti previsti dal D.lgs n°31/2001 e dal parere della Commissione Europea del 28 ottobre 2010 espresso nel documento N° C (2010)7605;

 

1)      iniziare nel Comune un monitoraggio settimanale del valore dell’Arsenico su tutti i punti di emungimento delle acque, al fine di poter determinare, in un periodo di 6-12 mesi, una realistica media dei valori di Arsenico.

 

2)      Nel caso le analisi dimostrassero la presenza di Arsenico,Fluoro,Vanadio con concentrazioni al di sopra dei limiti riconosciuti tossici (arsenico 10 microgrammi/litro) si dovrà dare la massima informazione in forma ampia e diffusa alla popolazione circa i rischi derivanti dall’assunzione di alimenti e acqua con presenza di Arsenico e disporre immediatamente l’ordinanza di non potabilità.

 

3)      Nel caso invece si arrivi a superare il limite si disponga immediatamente il rifornimento di acqua dearsenificata da fonti alternative, anche con autobotti: alle scuole, agli asili-nido, agli ospedali, alle industrie alimentari, a tutti gli esercizi pubblici, alle donne in gravidanza, ai malati, ai bambini e ai neonati;

 

4)      approntare immediatamente impianti mobili di dearsenificazione, che possano successivamente diventare definitivi e servire tutti gli utenti, ma che utilizzino le migliori tecniche di dearsenificazione (per esempio quelle che assorbono l’arsenico su granulati naturali rigenerabili) senza compromettere le qualita’ organolettiche delle acque trattate e senza rilasciare in esse dannosi  residui dei processi di dearsenificazione;

 

5) chiedere garanzie almeno decennali sull’impiantistica di dearsenificazione proposta e contratti di fidejussione a tutela dei pubblici investimenti.

 

Si allegano alla presente mozione n. 2  documenti

1)      Il testo della  DECISIONE DELLA COMMISSIONE EUROPEA del 28.10.2010

2)      Il documento dei medici dell’ISDE di Coordinamento dell’alto Lazio.

3)      Il documento dei dati ines 2002