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24

“Le grandi opere devastanti e le amnesie dei politici di turno”

Ai cittadini non appassiona la corsa dei politici ad accreditarsi dubbi meriti sui territori che spesso invece trascurano, ma sicuramente ci diverte leggere le loro esternazioni sui mezzi di informazione che periodicamente preferiscono, rispetto al più faticoso lavoro di vera rappresentanza e rapporto diretto con i loro cittadini.

E’ per questo che rompiamo il nostro silenzio sul tema della mobilità a cui ci eravamo adeguati – aldilà del chiacchiericcio della politica sul tema – in attesa degli unici atti che parleranno e conteranno sulle vicende della mobilità del nostro territorio e che qui ricordiamo: il parere della Corte di Giustizia Europea richiesto il 24 gennaio 2019 dal TAR del Lazio che ha emesso l’ordinanza n. 908/2019 nella quale chiede alla Corte Europea di esprimersi sugli aspetti del provvedimento di compatibilità ambientale concesso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri in merito al tracciato Verde per il completamento della SS 675. Il Tribunale Amministrativo Regionale di fatto ha recepito la ricostruzione dei ricorrenti, ritenendo che sia stata violata non solo la normativa nazionale ma anche la normativa europea, rimarcando il fatto che la tutela ambientale non può essere sacrificata rispetto all’interesse economico.

Questi gli unici fatti a cui attenersi su questo tema. Sorridiamo quindi quando:
– leggiamo l’ennesima “bufala” dell’ordine del giorno presentato alla camera dal Deputato Alessandro Battilocchio che impegna il Governo – pensate – a “valutare l’opportunità di adottare ogni iniziativa volta a portare a termine la realizzazione della Trasversale”. Tale generico ed inconsistente ordine del giorno (peraltro copiato pedissequamente da un altro vecchio equivoco comunicato stampa del dicembre del 2018 di un altro “attento osservatore” della mobilità del nostro territorio, diventa nel titolo del quotidiano “il Governo si impegna sul completamento” (!)…

– leggiamo l’altisonante comunicato del Movimento Civico di Tarquinia che, con notevole tempestività si accorge che la SAT con la realizzazione della Tirrenica (ormai morta in tutte le sue altre tratte come avevamo ampiamente previsto) ha “privato Tarquinia di un bene pubblico”… torniamo a domandarci dove fossero costoro durante le aspre lotte che hanno visto in strada molti residenti in lunghi presidi invernali e sui banchi del TAR con la propria faccia e le proprie firme, anche se ben informati, non hanno mai alzato un dito, semmai una mano per votare a favore dell’autostrada.

– leggiamo di un redivivo Mauro Mazzola – ex Sindaco e protagonista della sottrazione della SS Aurelia ai cittadini italiani con relativa disastrosa gestione della viabilità complanare – che tenta un triste ritorno in scena addossando le colpe dello stop della Trasversale ai suoi ex sodali di partito in una modalità di faide politiche interne che lo hanno definitivamente azzerato dal punto di vista elettorale…

– leggiamo di un poco informato Consigliere Regionale Devid Porrello che tenta anche lui la sorte sulle pagine dei quotidiani ipotizzando una riapertura alle merci della tratta da tempo dismessa della ferrovia Civitavecchia – Capranica dimenticando che tale remota ed eventuale possibilità potrebbe essere solamente sostenibile per una ben più modesta ferrovia turistica, per soli passeggeri, visto che l’attuale legge 128 del 9 agosto 2017 sulle ferrovie turistiche norma e valorizza unicamente e squisitamente solo la riattivazione di tratte “di particolare pregio culturale, paesaggistico e turistico” con “mezzi rotabili storici… o ferrocicli”. Altre libere interpretazioni sono del tutto destituite da ogni fondamento e certamente confondenti per una utenza che non ha modo o possibilità di approfondire l’argomento.

Torneremo certamente a tenere informati i cittadini sui problemi della mobilità del nostro territorio unicamente con la verità dei fatti ogni qual volta le esternazioni “improprie” di chicchessia faranno capolino sui mezzi di informazione, perchè la nostra memoria sarà sempre la spina nel fianco della loro cattiva politica.

Vedi anche: https://www.lextra.news/orte-civitavecchia-lordine-del-giorno-del-deputato-mauro-rotelli-%20declassato-a-mera-raccomandazione/  

feb
18

INCENERITORE: La prima seduta della CDS è stata fissata per il 5 Marzo

 

REGLAZIO.REGISTRO UFFICIALE.2020.0141111

feb
04

Il progetto di piscicoltura e le prescrizioni della VIA del 2003 che obbligavano Enel Spa alla riduzione dell’inquinamento dell’impianto di piscicoltura a terra localizzato sotto la centrale di TVN.

Il progetto di piscicoltura, riguarda sempre la centrale a carbone e le prescrizioni della VIA del 2003 che obbligavano Enel Spa alla riduzione dell’inquinamento dell’impianto di piscicoltura a terra localizzato sotto la centrale di TVN.

La compatibilità ambientale del 2003 era condizionata all’ottemperanza della prescrizione, rivolta ad Enel Produzione e contenuta nel DEC/VIA/680 dello 06/11/2003 di pronuncia positiva di compatibilità ambientale per il progetto di conversione a carbone della Centrale Termoelettrica di Torrevaldaliga Nord, che si riporta testualmente: “dovrà essere inoltre presentato un progetto definitivo per la riduzione del carico di nutrienti proveniente dalla pescicoltura, preservandone comunque l’attività, e l’allontanamento dalla linea di costa di tale scarico, al fine di migliorarne la diluizione nelle acque marine”.

Il suddetto decreto prevedeva che alla verifica dell’adeguatezza degli elaborati relativi al sopra detto progetto e all’individuazione di eventuali ulteriori modalità di controllo in corso d’opera provvedesse il Comitato di Controllo al tal fine istituito dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio con decreto GAB/DEC/521/2004 del 30/04/2004.

Il relativo progetto denominato “impianto di trattamento delle acque reflue” unitamente alla proposta di allontanamento dello scarico a mare da attuare attraverso la realizzazione di una condotta sottomarina, è stato, pertanto, esaminato dal detto Comitato che, come da verbale del 26 07 2007 conclusivo delle attività istruttorie, riteneva lo stesso “adeguato senza ulteriori aspetti da segnalare”.   

In particolare il progetto, approvato dal Comitato di Controllo, prevedeva l’allontanamento degli scarichi in mare attraverso l’intubamento degli stessi in un unico collettore con prolungamento di questo oltre la colmata prevista e comunque ad una distanza di almeno 600 m. dalla linea di costa.

Successivamente con nota del 05/08/2011 la Società Enel Produzione S.p.A. ha inviato una relazione in cui evidenziava l’inutilità, dal punto di vista dei benefici ambientali attesi, della realizzazione della condotta a mare per allontanare gli scarichi dalla linea di costa, date le migliorie apportate all’impianto di pescicoltura, sia attraverso diffuse ottimizzazioni alle tecniche gestionali, sia attraverso un sensibile miglioramento della qualità dei mangimi utilizzati nell’allevamento ittico. La Società evidenziava che, a seguito di tali migliorie, vi era una significativa riduzione dei “nutrienti” (nitrati e fosfati) e del carico organico scaricati in mare, ritenendo, pertanto, non necessario l’allontanamento dalla linea di costa di detti scarichi.

Con nota prot. DVA-0024762 del 30/09/2011 la direzione per le valutazioni e le autorizzazioni ambientali ha comunicato alla Società di non condividere la posizione assunta in merito alla prescrizione di cui trattasi ed ha contestualmente richiesto, laddove la Società ritenesse di non ottemperare alla prescrizione come previsto, la presentazione di una specifica istanza di modifica della prescrizione stessa.

Con nota prot. 0049696 del 11/11/2011, acquisita al prot. DVA-0028565 del 15/11/2011 la Società ha chiesto di poter formalizzare il superamento della prescrizione.

La Direzione della VIA con nota prot. DVA-0030250 del 02/12/2011 ha pertanto chiesto alla Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale  VIA/VAS  di  voler  fornire,  sulla base della documentazione trasmessa dalla Società con la sopra detta nota del 11/11/2011, le proprie valutazioni ed osservazioni con particolare riguardo alla eventuale possibilità di “superamento della prescrizione ovvero in merito alla eventuale necessità di modificare la stessa a fronte di proposte da parte di Enel di interventi compensativi/mitigativi alternativi e di uguale valore ambientale”.

Con provvedimento prot. DVA-0022960 del 11/07/2014, sulla base dei pareri n. 977 del 28/06/2012 e n. 1153 del 25/01/2013 della Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale VIA/VAS, la scrivente Direzione ha ritenuto la prescrizione in oggetto, per quanto attiene la realizzazione di una condotta a mare per l’allontanamento degli scarichi dell’impianto di pescicoltura, superata e ha chiesto alla Società di provvedere alla presentazione del nuovo progetto di impianto di depurazione.

Enel produzioni Spa, con l’istanza del 13/01/2015, successivamente integrata con nota del 30/01/2015, la Società ha provveduto come da richiesta della Direzione VIA.

Con nota prot. DVA-0003948 del 12/02/2015, verificata la sussistenza dei presupposti amministrativi necessari, la Direzione VIA ha comunicato ad Enel Produzioni Spa la procedibilità dell’istanza di verifica di assoggettabilità alla procedura di V.I.A.

Con nota prot. 0005126 del 11/02/2016, acquisita al prot. DVA-0004134 del 18/02/2016, codesta Soc. Enel Produzione S.p.A. ha avanzato richiesta di sospensione del procedimento al fine di “rivalutare il progetto presentato alla luce della nuova iniziativa di delocalizzazione a mare di parte del ciclo di crescita delle specie ittiche avanzata dal gestore dell’allevamento”.

Tale richiesta è stata accolta con nota prot. DVA-0004614 del 23/02/2016 con la quale è stata comunicata la sospensione del procedimento per un periodo di 45 giorni.

Con nota prot. 0012845 del 12/04/2016, acquisita al prot. DVA-0009893 del 13/04/2016, la Società “al fine di consentire la preparazione della documentazione progettuale ed ambientale” ha chiesto una proroga del periodo di sospensione del procedimento fino al 30 settembre p.v. dichiarandosi disponibile ad “anticipare gli interventi di sistemazione dei bacini di lagunaggio dell’impianto ittico a terra”.

Successivamente con nota prot. 0015888 del 09/05/2016, acquisita al prot. DVA-0012468 del 0910512016, la Società “nelle more della predisposizione degli studi necessari alla individuazione e alla modellazione degli aspetti ambientali relativi alla nuova localizzazione a mare di parte del ciclo di crescita delle specie ittiche avanzata dal gestore dell’allevamento” ha ritenuto opportuno “ritirare” il progetto.

Con la sopra detta nota del 09/05/2016 la Società dichiarava che avrebbe anticipato “gli interventi di manutenzione straordinaria dei bacini di lagunaggio per ripristinare il volume degli stessi, al fine di ridurre il carico dei nutrienti scaricati a mare senza interrompere le attività produttive dell ‘allevamento ittico.  Detto intervento doveva essere realizzato una volta ottenute le necessarie autorizzazioni”.

La Direzione VIA Preso atto della volontà espressa dalla Società con la citata nota del 09/05/2016, ha provveduto all’archiviazione del procedimento di verifica di assoggettabilità alla procedura di V .I.A. avviato a seguito dell’istanza presentata in data 13/01/2015.

Successivamente con la nota prot. Enel-PRO-15/12/2016-41286 la società Enel Produzione S.p.A., al fine di provvedere alla riduzione del carico di nutrienti proveniente dal citato impianto ittico per ottemperare alla prescrizione di cui trattasi: ha comunicato di aver identificato, di concerto con la Società Agricola Civita Ittica s.r.l., una soluzione che prevede la riduzione della produzione nell’impianto ittico a terra e la localizzazione a mare di parte dell’allevamento.

Secondo i proponenti il progetto per localizzazione a mare dell’allevamento di pesci avrebbe comportato l’attivazione di un procedimento di verifica di assoggettabilità alla procedura di VIA di competenza della Regione ed anche l’avvio di una verifica di ottemperanza della prescrizione ricompresa nel citato decreto VIA di competenza di questa Amministrazione statale, ha chiesto se fosse possibile unificare a livello statale i due procedimenti (verifica di assoggettabilità e ottemperanza).

La Direzione VIA ha risposto con la nota prot. 1378/DVA del 23 gennaio 2017 con cui, fatte le valutazioni del caso, si è dichiarata favorevole a ricondurre detti procedimenti a livello statale a condizione di un esplicito assenso al riguardo da parte della Regione Lazio.

La Regione Lazio ha risposto con la nota prot. 71863 del 13 febbraio 2017 e la comunicazione mail del 5 maggio 2017, acquisita con prot. 10591/DVA dell’8 maggio 2017, con cui la Regione Lazio si è dichiarata favorevole a ricondurre a livello statale il procedimento di verifica di assoggettabilità alla VIA, comprensivo, se del caso, anche di una eventuale procedura di valutazione di incidenza.

Il 17 Maggio del 2017 è stata data la comunicazione di avvio della procedura di verifica di assoggettabilità a VIA, del progetto di realizzazione di un impianto di piscicoltura offshore su gabbie galleggianti in capo alla società Cività Ittica e conseguente riduzione del carico di nutrienti proveniente dall’esistente impianto ittico a terra prescritto alla società Enel.

Il 17 Luglio del 2017 vengono pubblicate le osservazioni del Forum Ambientalista e Del Movimento No Coke Alto Lazio che ravvisano come, il progetto di un impianto di piscicoltura offshore su gabbie galleggianti e conseguente riduzione del 50% della produzione a terra in esame, non idoneo a garantire l’ottemperanza della prescrizione di cui al DEC/VIA/680/2003, disponendo contestualmente la realizzazione di un impianto di depurazione e trattamento a servizio dell’impianto a terra, come disposto l’esecuzione con il citato provvedimento DVA – 0022960 del 11/07/2014.

Sottolineano, inoltre l’importanza di assoggettare alla procedura di valutazione di impatto ambientale il progetto di “Realizzazione di un impianto di piscicoltura offshore su gabbie galleggianti”.

Minambiente- assoggettabilità a VIA impianto Ittico

Osservazioni del comune di Civitavecchia

Osservazioni Forum Ambientalista Movimento No Coke

Anche il comune di Civitavecchia giungendo alle stesse conclusioni che tale proposta progettuale non possa essere considerata, in alcun modo, idonea a garantire l’ottemperanza della citata prescrizione di cui al DEC/VIA/680/2003. È opportuno, infatti, ricordare che le modalità di ottemperanza di detta prescrizione sono state definitivamente determinate da Codesto Ministero con il provvedimento prot. DVA –0022960 del 11/07/2014.

Il comune di Civitavecchia approfondisce spiegando che il provvedimento prot. DVA – 0022960 del 11/07/2014 e nell’allegato parere n. 1153 del 25/01/2013 della Commissione Tecnica per la Verifica dell’Impatto Ambientale – VIAVAS, si è chiarito, tra l’altro, che, in considerazione della correlazione tra i fenomeni di fioritura algale riscontrati, a partire dai primi anni 2000, nel tratto di mare antistante la CTE e i nutrienti provenienti dall’impianto di itticoltura oltre che dell’evidente inadeguatezza del sistema di “depurazione” (filtro meccanico e bacini di decantazione) attualmente in uso presso l’impianto, il sistema di depurazione/trattamento indicato nel parere 977 della CTVIA del 28/07/2012 “si deve configurare come nuova soluzione, obbligatoria, per la quale si suggeriscono alcune tecniche quali ossidazione a fanghi attivi, filtrazione biologica, fitodepurazione, ecc.”.

Appare, pertanto, evidente come la proposta, progressiva, “riduzione del 50% della produzione a terra” non possa garantire, in assenza di un idoneo sistema di depurazione conforme a quello prescritto nel citato provvedimento prot. DVA – 0022960 del 11/07/2014, un adeguato livello di tutela ambientale, in quanto continuerebbe ad essere assolutamente considerevole la quantità di reflui, sostanzialmente non depurati, immessi in un sistema marino esposto, da decenni, a una pressione insostenibile.

Il Comune di Civitavecchia non può non rilevare come “l’allontanamento dalla linea di costa” dello scarico dell’impianto sia una misura superata proprio per effetto del medesimo provvedimento prot. DVA – 0022960 del 11/07/2014 e come, in ogni caso, la delocalizzazione in mare della maggior parte della produzione” non allontanerebbe certo dalla linea di costa lo scarico dell’impianto a terra, come previsto dall’originaria prescrizione, ma, in maniera paradossale, aggiungerebbe, a poco più di mille metri di distanza, un ulteriore scarico diffusodi proporzioni, peraltro, notevolmente maggiori.

Si rileva, inoltre, come assolutamente inconferente la seguente affermazione, contenuta nel par. 1.4 “Motivazioni del progetto e alternative analizzate” dello Studio Preliminare Ambientale e finalizzata a giustificare la mancata realizzazione del prescritto depuratore: “non potendo la Società Civita Ittica far fronte ai maggiori costi di gestione derivanti dal sistema dei filtri meccanici ipotizzati”.

Infatti, come ampiamente riportato nella documentazione progettuale; “Tutto l’impianto, con le relative opere murarie e infrastrutturali realizzate per l’allevamento ittico, è di proprietà di Enel Produzione S.p.A., così come la citata prescrizione di cui al DEC/VIA/680/2003 costituisce onere per Enel Produzione. In tal senso, non possono residuare dubbi sul fatto che gli oneri di realizzazione e di gestione di un dispositivo di abbattimento degli inquinanti, quale il citato nuovo sistema di depurazione/trattamento, provenienti dal sito produttivo di Torrevaldaliga Nord, debbano considerarsi a carico della stessa Enel Produzione.

Appare, altresì, opportuno evidenziare che l’assoluta necessità di un idoneo sistema di depurazione/trattamento, è confermata, indipendentemente dall’eventuale riduzione della capacità produttiva, anche dal documento relativo alle Misure di Conservazione del SIC IT6000005 Fondali tra Punta S. Agostino e Punta della Mattonara”, pubblicato dalla Regione Lazio il 10/05/2016, dove, tra gli interventi attivi e le azioni da incentivare, la cui attuazione è ritenuta prioritaria per il conseguimento degli obiettivi di gestione del sito, figura: “Incentivare la realizzazione di efficienti impianti di trattamento delle acque di scarico degli stabilimenti di acquacoltura e l’adeguamento igienico - sanitario di tali strutture”.

In considerazione di quanto osservato, si ritiene il proposto intervento di riduzione del 50% della produzione a terraassolutamente non idoneo a garantire l’ottemperanza della citata prescrizione di cui al DEC/VIA/680/2003 e si evidenziano la necessità e l’urgenza della realizzazione di un adeguato sistema di depurazione/trattamento come previsto nel richiamato provvedimento prot. DVA – 0022960 del 11/07/2014.

L’11 Settembre del 2017 la Direzione della VIA del Ministero dell’Ambiente con il DR. n. 0000254 corredato del parere n. 2481 del 2 agosto 2017 della Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale VIA e VAS, con il quale esprimeva parere negativo riguardo alla esclusione della procedura di VIA del progetto “Centrale Termoelettrica da 2640 MW di Torrevaldaliga Nord nel Comune di Civitavecchia (RM) – Prescrizione di cui al decreto VIA  n. 680/2003 inerente il “progetto definitivo per la riduzione del carico di nutrienti proveniente dalla piscicoltura (…) allontanamento dalla linea di costa di tale scarico, al fine di migliorare la diluizione in acque marine”, ha determinato l’assoggettamento alla procedura di valutazione dell’impatto ambientale del “progetto di realizzazione di un impianto di piscicoltura offshore su gabbie galleggianti, in capo alla Società Agricola Civita Ittica s.r.l., e conseguente riduzione del carico di nutrienti proveniente dall’esistete impianto ittico a terra prescritto alla società Enel Produzione S.p.A.”, proposto dalle società Enel Produzione S.p.A. e Società Agricola Civita Ittica s.r.l.

La Società Agricola Civita Ittica S.r.l. in data 25/09/2018, ha presentato istanza di Valutazione di Impatto Ambientale – Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale ai sensi dell’art. 27 bis del D.Lgs.152/2006 e s.m.i..

La Direzione Regionale Politiche Ambientali E Ciclo Dei Rifiuti Area Valutazione Impatto Ambientale, sulla scorta della documentazione trasmessa, evidenzia alcuni elementi riportando alcune dichiarazioni agli atti trasmessi dalla richiedente.

Come riportato nello Studio d’Impatto Ambientale redatto dal CESI: La Società Agricola Civita Ittica s.r.l., sottopone alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, in accordo con la normativa vigente (art. 22 del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i.), il progetto di realizzazione di un impianto offshore su gabbie galleggianti, in un’area marina antistante l’esistente impianto di piscicoltura a terra sito nel Comune di Civitavecchia (RM), in Regione Lazio.

“Contestualmente all’ entrata a regime del nuovo impianto offshore, si darà luogo alla chiusura totale dell’attuale allevamento a terra, di proprietà di Enel Produzione S.p.A. e gestito da Civita Ittica”.

Il nuovo impianto produttivo in mare sarà costituito da gabbie galleggianti in un’area antistante all’attuale stabilimento a terra. Nel nuovo impianto saranno allevate spigole e orate, ossia specie già allevate con successo negli altri allevamenti in mare (Toscana e Croazia) e in quello a terra (Civitavecchia). Il progetto prevede la realizzazione di 3 moduli di ancoraggi progettati per ospitare ciascuno 12 gabbie galleggianti, per un totale di 36 gabbie del diametro di 30 metri ciascuna. La concessione si estende per circa 150 ha, dei quali solo 2,5 ha sono occupati dalle gabbie che contengono i pesci. L’allevamento è costituito da totali 43 vasche in cemento per l’allevamento di spigole e orate: 24 dedicate alla fase di pre-ingrasso e 19 a quella di ingrasso. Le vasche sono alimentate da acqua di mare che, una volta prelevata, viene prima utilizzata dalla Centrale Enel all’interno del proprio ciclo di produzione e poi parzialmente (il 3% circa) destinata all’allevamento ittico gestito dalla Civita Ittica. L’area complessiva su cui insiste l’attuale allevamento è pari a circa 55 ha, di cui circa 20 ha occupati dalle vasche per l’allevamento dei pesci e 7 ha per i bacini di decantazione.

Nel mese di Marzo del 2019 vengono presentate le integrazioni allo studio di Impatto Ambientale, allegato – Aggiornamento del piano programmatico, allegato 4 Fotoinserimenti dell’impianto visto da vicino, tavola con le zone protette e Rete Natura 2000, la tavola con i regime vincolistico e alcuni fotoinserimenti dell’impatto visivo delle gabbie galleggianti da terra e da mare.

Il 15 Aprile viene convocata la 1° seduta della CDS, l’11 Giugno la seconda seduta della CDS, il 16 Luglio la terza CDS.

La Direzione Regionale Politiche Ambientali E Ciclo Dei Rifiuti Area Valutazione Impatto Ambientale, il 22 Luglio trasmette la determinazione del 17 Luglio 2019, con la quale da parere favorevole, ma avendo valutato le criticità rilevate e le interrelazioni tra il progetto proposto e i fattori ambientali coinvolti, inserisce 9 punti di prescrizioni.

Con DETERMINAZIONE N. G15338 del 08/11/2019, proposta n.  19721  del  08/11/2019 emettere Provvedimento  Autorizzatorio Unico Regionale  ai sensi dell’Art.27bis del  D.Lgs.n°152/06, al progetto.

https://regionelazio.app.box.com/v/052-2018

Criticità del progetto:

v  L’impianto offshore è localizzato nella fascia costiera ricompresa tra Punta S. Agostino e Punta della Mattonara, in area adiacente e prospiciente il litorale ricadente nel Comune di Tarquinia a pochi KM dalla Riserva delle saline di Tarquinia.

v  L’area della concessione entro cui sarà realizzato l’impianto offshore risulta attigua al perimetro del Sito di Importanza Comunitaria “IT6000005 Fondali tra Punta S. Agostino e Punta Mattonara e molto vicino, in direzione N-NO al Sito di Importanza Comunitaria “IT6000004 – Fondali tra Marina di Tarquinia e Punta della Quaglia”, per i quali non è stato valutato il danno cumulativo delle varie forme di inquinamento esistenti sul territorio.

v  Nell’allegato B8007370 “Studio delle principali forzanti meteomarine inerenti al progetto di un impianto di maricoltura offshore a Nord di Civitavecchia (Roma)”, presentato dalla società proponente, ci sono i valori della forza del moto ondoso, la direzione e i venti prominenti, che insistono specialmente dal II e III quadrante, con conseguenze che interessano soprattutto la costa di Tarquinia”.

2. A1300001331 B8007370 Civita Ittica 1 meteomarino RAPP

v  La mancata ottemperanza indicata nel provvedimento prot. DVA-0022960 del 11/07/2014, sulla base dei pareri n. 977 del 28/06/2012 e n. 1153 del 25/01/2013 della Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale VIA/VAS, è la questione più grave di tutte.

v  La società proponente ha ritenuto la prescrizione in oggetto, per quanto attiene la realizzazione di una condotta a mare per l’allontanamento degli scarichi dell’impianto di pescicoltura, superata e ha chiesto alla Società di provvedere alla presentazione del nuovo progetto di impianto di depurazione.

v  Nel progetto approvato viene dichiarato che l’impianto a terra rimarrà aperto ancora due anni per la transizione e secondo loro senza depuratore, aggiungendo inquinamento.

v  L’area interessata che va dalla Mattonara a S.Agostino con relativa interdizione per la nautica e per la pesca professionale, avrà pesanti ripercussioni sulla balneazione.

 

 

gen
27

“Processo al futuro: Come le multinazionali bloccano la transizione ecologica e perché dobbiamo fermarle”

Processo al futuro

Come le multinazionali bloccano la
transizione ecologica e perché dobbiamo fermarle.

Esattamente un anno fa – era il 22 gennaio 2019 – insieme a centinaia di organizzazioni
della società civile in tutta Europa lanciavamo la campagna “Diritti per le persone,
regole per le multinazionali”1. Basata su una raccolta firme europea e su azioni
dimostrative con epicentro Davos (sede in quei giorni, come oggi, del World Economic
Forum), l’iniziativa aveva l’obiettivo di mettere al centro del dibattito la condizione
di impunità in cui operano le grandi imprese, capaci di sfuggire a numerose accuse
di violazioni dei diritti umani e dell’ambiente, scaricandole su aziende controllate o
società satellite. La difficoltà delle comunità locali a far valere le proprie ragioni ci
sembravano talmente insopportabili da necessitare un provvedimento internazionale:
per questo abbiamo premuto per l’approvazione di un trattato vincolante delle
Nazioni Unite su imprese e diritti, che portasse a compimento tutti i tentativi fatti
fino ad oggi di allineare le pratiche aziendali con il rispetto dei diritti umani, economici
e sociali e assicurasse alle vittime un accesso efficace alla giustizia.

Processo-al-futuro (il testo integrale)

gen
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Raccolta delle osservazioni allo Studio di Impatto Ambientale proposto dalla A2A Ambiente S.p.A. ‐ Richiesta di archiviazione del progetto.

Tarquinia 05 Gennaio 2020

MINISTRO AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

Sergio Costa

[email protected]

AL PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO

[email protected]

[email protected]

[email protected]

Vicepresidente DANIELE LEODORI

[email protected]

Massimiliano Valeriani

Assessore Politiche abitative, Urbanistica, Ciclo dei Rifiuti e impianti di trattamento, smaltimento e

recupero [email protected]

ENRICA ONORATI

Assessore Agricoltura, Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo, Ambiente e Risorse Naturali

[email protected]

ALESSIO D’AMATO

Assessore Sanità e Integrazione

Socio‐Sanitaria

[email protected]

MAURO ALESSANDRI

Assessore ai Lavori Pubblici e

Tutela del Territorio, Mobilità

[email protected]

PAOLO ORNELI

Assessore allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Ricerca, Start‐Up e Innovazione

[email protected]

GIOVANNA PUGLIESE

Assessore Turismo e Pari Opportunità

[email protected]

EPC

PRESIDENTE DELL’VIII COMMISSIONE CONSILIAREDELLA REGIONE LAZIO

Valerio NOVELLI

[email protected]

PREFETTO DI VITERBO

Giovanni BRUNO

[email protected]

PRESIDENTE PROVINCIA VITERBO

Pietro NOCCHI

[email protected]

SINDACO DEL COMUNE DICIVITAVECCHIA

Ernesto TEDESCO

Indirizzo pec

SINDACO DEL COMUNE DI MONTALTO DI CASTRO

Sergio CACI

Indirizzo pec

SINDACO DEL COMUNE DI TUSCANIA

2

Fabio BARTOLACCI

Indirizzo pec

SINDACO DEL COMUNE DI MONTE ROMANO

Maurizio TESTA

Indirizzo pec

SINDACO DEL COMUNE DI TOLFA

Luigi LANDI

Indirizzo pec

SINDACO DEL COMUNE DI ALLUMIERE

Antonio PASQUINI

Indirizzo pec

Sen. Francesco BATTISTONI

[email protected]

Sen. Umberto FUSCO

[email protected]

On. Alessandro BATTILOCCHIO

[email protected]

On. Marta GRANDE [email protected]

On. Mauro ROTELLI

[email protected]

CONSIGLIERI REGIONE LAZIO

On. Silvia BLASI [email protected]

On. Gino DE PAOLIS

[email protected]

On. Enrico PANUNZI

[email protected]

On. Devid PORRELLO

[email protected]

On. Marietta TIDEI

[email protected]

 

 

Oggetto: Raccolta delle osservazioni allo Studio di Impatto Ambientale proposto dalla A2A Ambiente S.p.A. “Impianto di Recupero Energetico di Tarquinia (VT)” ubicato nel Comune di Tarquinia, in Provincia di Viterbo, località Pian D’Organo ‐ Pian dei Cipressi Proponente: ‐ Registro elenco progetti: n. 051/2019 ‐ Richiesta di archiviazione del progetto.

 

Lettera aperta a tutti gli enti in indirizzo

 

“La A2A Ambiente Spa vorrebbe convincerci che le 540 mila tonnellate di immondizia che vorrebbero dare alle fiamme ogni anno sarebbero innocue come una fabbrica di biscotti”.

 

Ovvio che nessuno ci avrebbe creduto, le osservazioni al progetto ne sono la conferma,

https://regionelazio.app.box.com/v/VIA-051-2019/folder/84161589859

Tutte le opinioni di A2A Ambiente Spa, contenute nella corposa documentazione a supporto della

Valutazione di Impatto Ambientale sono state smontate una per una, dalla prima all’ultima, dal

punto di vista:

1. Della incompatibilità paesaggistica 2.1 Osservazioni_A2A_Ambiente‐IN_onlus_associazioni_‐

_comitati_e_firme_dei_cittadini.pdf

2. Della incompatibilità Ambientale 1.1 Osservazione_al_progetto_A2A_Ambiente_Spa_‐

_approvvigionamento_idrico_e_rumore.pdf 1.2 Osservazioni_A2A_Ambiente_Spa_‐

_di_natura_procedimentale_ed_inerente_all_opzione_zero.pdf

3. Urbanistico 3.1 Osservazioni_Forum_Ambientalista.pdf

4. degli impatti sulle componenti ambientali e sulla produzione agricola su cui si basa

l’economia locale Cooperativa Pantano 23.12.2019.pdf

5. Di coerenza con il piano regionale dei rifiuti osservazioni_inceneritore_A2A.pdf

6. Di coerenza con le direttive Uccelli 2009/147/CE e Habitat 92/43/CEE Osservazioni_Lipu‐

Birdlife_Italia_‐_G.L.C._Monti_della_Tolfa.pdf

7. Della Valutazione Di Incidenza Ambientale Comitato per il diritto alla mobilità di Tarquinia ‐

Comitato per la difesa della valle del Mignone 16.12.2019.pdf

8. Sanitario 8.1 Relazione_Inceneritore_Ghirga.pdf 8.2 Gian Piero Baldi 15.12.2019.pdf 8.3 Dr.

Nicola Buonaiuto 14.11.2019.pdf

9. Tecnico Osservazioni Via_Inceneritore (1).doc 9.1

GC12216.12.19_Imp._A2A_presa_atto_osservazioni.pdf

10. Osservazioni dei cittadini 10.1 Cav. Luca D’Andria 12.12.2019.pdf 10.2

opposizioni_al_progetto_a2a_elisabetta_ciolli.pdf 10.3 Piero Del Frate.pdf 10.4 Podere

Santamaria sas 15.12.2019.pdf 10.5 10.6 Dott. Agronomo Maurizio Rinaldi 16.12.2019.pdf

 

Il progetto dell’Impianto di Recupero Energetico di rifiuti speciali non pericolosi, “TMV”, che la

Società A2A Ambiente S.p.A. intenderebbe realizzare in un’area presso la zona industriale in loc.

Pian D’Organo‐Pian dei Cipressi, nel territorio comunale di Tarquinia, è un’industria insalubre di

prima classe che dovrebbe inserirsi in un contesto già fortemente critico per la pressione

ambientale presente e futura.

L’impianto ha una potenza termica di combustione di 200 MWt al massimo carico termico continuo e sarà alimentato con rifiuti speciali non pericolosi fino a 540.000 tonnellate.

Il proponente del progetto annovera le capacità tecniche, finanziarie e gestionali per la

realizzazione e per l’esercizio dell’Impianto di Recupero Energetico in progetto, diversamente le

osservazioni arrivano a smontare tutte le valutazioni utilizzate ai fini della VIA, documentando i

rischi che comporterebbe un tale impianto, oltre al fatto che non è previsto dal Piano dei Rifiuti

della Regione Lazio.

Ai destinatari di questa lettera chiediamo di unirsi alla nostra richiesta di Archiviazione del

progetto in procedimento di valutazione di impatto ambientale inviando la lettera

all’attenzione della Direzione Regionale Politiche Ambientali e ciclo Rifiuti:

PEC: [email protected]

Raccolta delle osservazioni. Lettera aperta

dic
17

Osservazioni al progetto di un impianto di incenerimento dei rifiuti a Tarquinia – Italia Nostra sezione Etruria e Comitati locali

Da quando è stato pubblicato il progetto sul sito web della Regione Lazio del termovalorizzatore da parte della A2A Ambiente Spa, a Tarquinia, la sezione Etruria Italia Nostra onlus ha fin da subito segnalato la gravità dell’eventuale realizzazione di un impianto talmente impattante da renderlo innominabile per un territorio che ha già dato in termini di servitù energetiche pagandole a caro prezzo.

Il termovalorizzatore è un impianto di valorizzazione energetica di rifiuti non pericolosi classificato Industria “insalubre di prima classe” (art. 216 del testo unico delle Leggi sanitarie – G.U.n.220 del 20/09/1994), nessuno può prescindere da questo pericolo.

A settembre, inoltre, è stata inviata una segnalazione alla Soprintendenza dell’Etruria Meridionale sollevando non pochi dubbi sulla documentazione presentata dal proponente dell’impianto sulla parte che riguarda il rischio archeologico dichiarato medio basso, ignorando presenze archeologiche rilevanti e persino ignorati i riferimenti dei ritrovamenti e le preesistenze nell’ area di interesse.

Oggi invece sono state presentate le osservazioni sulla valutazione di impatto ambientale, osservazioni che hanno sottolineato alcune gravi criticità come la stima degli impatti del progetto sull’ambiente idrico, osservazioni sull’impatto del rumore dell’impianto sulla fauna delle aree limitrofe in Zps, sull’errato concetto di opzione zero, le criticità sullo studio di incidenza, in ultimo le osservazioni relative ai piani di valorizzazione culturale e paesaggistica, tenendo bene al centro il tema della salute.

Sul valore del paesaggio esistono nel territorio in questione tutti gli elementi per valutare una sensibilità paesaggistica con il grado di “Molto alta”.

Esistono vincoli paesaggistici (Zps) e culturali, nonché valori storico testimoniali (sito Unesco, sito di Cencelle), eppure la proponente liquida in due parole il valore paesistico attribuendo all’area della Zps della Farnesiana e della Valle del Mignone un valore medio-basso, un vero oltraggio a tutto il nostro patrimonio storico archeologico, culturale, paesaggistico e naturalistico.

La valutazione effettuata dall’azienda A2A, non tenendo conto del territorio circostante, ha semplificato con dati totalmente errati.

Italia nostra Etruria

Osservazioni A2A Ambiente-IN onlus associazioni – comitati e firme dei cittadini

Osservazioni A2A Ambiente- opzione zero

Osservazione al progetto A2A Ambiente Spa – approvvigionamento idrico e rumore

dic
16

Osservazioni del pubblico, delle associazioni dei cittadini al progetto di un impianto di incenerimento dei rifiuti a Tarquina

Osservazioni al progetto di un impianto di incenerimento dei rifiuti a Tarquinia

Il  progetto  prevede  la  realizzazione  di  un  impianto  di  valorizzazione  energetica  di  rifiuti speciali non pericolosi aventi un potere calorifico inferiore (PCI) variabile tra 9.200 kJ/kg e 17.000 kj/kg, capace di sviluppare al massimo carico termico continuo una potenza termica di 200 MWt. L’Impianto è costituito da due identiche linee di combustione da 100 MWt ciascuna. La massima portata  di  rifiuti  alimentabile  alle  linee  di  combustione  al  massimo  carico  termico  continuo  di 200 Wt è di 62 t/h.Che   il   progetto   rientra   nella   tipologia   elencata   nell’ Allegato   III   alla   Parte   Seconda   delD.Lgs. 152/2006, alla lett. N), denominata: “Impianti di smaltimento e recupero di rifiuti non pericolosi,con  capacità  superiore  a  100  t/giorno,  mediante  operazioni  di  incenerimento  o  di  trattamento  di  cui all’Allegato B, lettere D9, D10 e D11, ed all’allegato C, lettere R1, della parte quarta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152”.

I comuni e gli enti pubblici interessati dal progetto della A2A Ambiente Spa, in località Pian degli Organi a Tarquinia, avevano un termine per la presentazione delle osservazioni, fissato per il 16 Dicembre, le associazioni e i cittadini invece potevano inviare le loro entro il 27 Dicembre 2019.

https://regionelazio.app.box.com/v/VIA-051-2019/folder/79530412687

dic
07

Termovalorizzatore a Tarquinia: CONTINUANO I FLASH MOB CONTRO GLI INCENERITORI E I LORO FALSI MITI

Termovalorizzatore a Tarquinia: CONTINUANO I FLASH MOB CONTRO GLI INCENERITORI E I LORO FALSI MITI

Prosegue la protesta creativa del territorio contro la sciagurata ipotesi di localizzazione di un mega impianto di incenerimento di rifiuti sul territorio di Tarquinia, al confine con i territori di Civitavecchia ed Allumiere.

Dopo il flash mob di domenica scorsa nei pressi dell’area del progetto, quando molti cittadini si sono incontrati e hanno composto con il proprio corpo un enorme NO INCENERITORI!, questa volta si è passati ad un altro sito pregiato e molto caro a tutti gli amanti delle bellezze naturali del comprensorio minacciato: la Falesia di Ripa Majala.

 

Parliamo di un luogo affascinante, molto frequentato dal popolo dei climber e degli arrampicatori sportivi, un’ imponente parete, dono di antichi vulcani, composta da una tipica roccia dalle molte sfumature di rosso da cui si dominano i poggi che degradano verso il mare.

 

Proprio con l’aiuto prezioso di alcuni rocciatori locali che difendono e tutelano queste meraviglie della natura, si è proceduto, in piena sicurezza, ad una spettacolare azione che ha permesso di issare sulla cima della costa rocciosa, ad oltre 30 metri di altezza, l’ enorme e ormai nota scritta NO INCENERITORI! Il video della azione è raggiungibile da questo link: https://youtu.be/MuhW7an9z4k

 

Lo scopo del gesto, altamente scenografico, è quello di tenere alta l’attenzione di tutti sul procedimento autorizzativo dell’inceneritore in corso presso gli uffici della Regione Lazio che, in assenza di un’ azione politica netta, rischia di arrivare a compimento a dispetto dell’ unanime opposizione dei cittadini, dei sindaci, delle attività agricole, produttive e turistiche che sperano in ben altri tipi di investimenti su questo territorio.

 

L’altro scopo, non secondario, di questa iniziativa è quello di contrastare la disinformazione sottile portata avanzata da alcuni media che cercano di dimostrare la natura inoffensiva dell’impianto con la presenza di una parete artificiale per scalate sul camino di scarico dei fumi. A dimostrazione riportano l’ esperienza danese, peraltro fallimentare, dell’ inceneritore “Copenhill” che sulla copertura ospita una pista artificiale da sci.

Con questo falso esempio di eccellenza sperano di confondere tutti coloro che dovranno sopportare un mega inceneritore, fonte di pericolosi inquinanti generati dalla combustione dei rifiuti. Il tutto rilanciato dall’ informazione nazionale e – ahimè – anche locale.

Per questo i comitati continueranno la  campagna di controinformazione affinché non si parafrasi il vecchio detto “Quando il dito indica il tumore lo stolto e l’affarista guardano lo ski-lift…”

 

A questo link una analisi indipendente del fallimento dell’esperienza del termovalorizzatore di Copenaghen: https://zerowasteeurope.eu/…/copenhagen-incineration-plant/

articolo inceneritore copenaghen tradotto

 

Proseguiranno anche i flash mob con lo striscione per far conoscere a tutti i luoghi più belli che la natura generosamente ci ha offerto, gli unici che possono migliorare la qualità della nostra vita e che ci chiedono di essere difesi. Non abbassiamo la guardia e affermiamo, sempre più decisi: NO INCENERITORI!

 

 

Firmato da:

IN Onlus Sezione Etruria

Comitato per il diritto alla mobilità di Tarquinia

Comitato per la difesa della Valle del Mignone

100% Farnesiana

Bio Ambiente Tarquinia

Forum Ambientalista

dic
05

“NO INCENERITORI”: IL FLASH MOB CHE UNISCE CONTRO QUESTO SCELLERATO PROGETTO.

“NO INCENERITORI”: IL FLASH MOB CHE UNISCE CONTRO QUESTO SCELLERATO PROGETTO.

 

Tanti i cittadini che domenica scorsa hanno deciso di partecipare al Flash Mob per dire no all’inceneritore che una grande società del settore vorrebbe costruire sulle terre dell’area industriale di Tarquinia.

 

Sono bastati pochi giorni di anticipo per organizzare questo evento popolare e in molti hanno risposto, pronti a indossare una simbolica tuta bianca per trasmettere un messaggio chiaro e forte: comporre con i propri corpi, sulla collina vicino all’area interessata dal progetto della A2A Ambiente Spa, una grande scritta, “NO INCENERITORI”.

 

L’area interessata dall’”impianto di recupero energetico”, come viene definita letteralmente dai proponenti, è stata la vera protagonista della giornata, essendo poco chiaro finora dove fosse localizzata.

 

Le piogge che sono cadute nei giorni scorsi non hanno condizionato la partecipazione all’evento che ha unito tante anime di cittadini, comitati, associazioni ed istituzioni, tutti insieme, con coraggio e determinazione, a contatto con il terreno umido, per la salvaguardia della propria terra e del proprio paesaggio, risorse fondamentali che non possono essere barattate per niente.

Dietro a quel NO, a quelle tute bianche, a quell’arco umano, ci sono però tanti altri cittadini, quelli rassegnati, quelli della diffidenza, quelli del “tanto la fanno”, quelli che volevano venire ma…, quelli che sono stufi, arrabbiati nel vedere che in nome degli interessi economici si è disposti a passare sui propri corpi.

Ecco il NO è anche il loro. L’immagine suggestiva frutto del flash mob di domenica mostra che la popolazione è pronta a reagire a questa ennesima aggressione.

Gli organizzatori del Flash Mob ringraziano tutti i partecipanti per la fiducia riservata ad un evento a sorpresa, un evento preceduto da incontri di informazione fondamentali per prendere coscienza della reale situazione.  L’ impianto di incenerimento proposto dalla A2A in località Piand’Organi- Pian Dei Cipressi a Tarquinia, prevede ben 481.000 tonnellate di rifiuti speciali (dichiarati), che in realtà potrebbero arrivare a essere 540.000 tonnellate, 122.000 tonnellate/anno di ceneri pesanti e 40.000 tonnellate/anno ceneri leggere di risulta dalla combustione.

Un traffico di 32.698 camion/anno, un camino di 70 metri che emetterà ulteriori tonnellate di emissioni inquinanti a carico di una situazione ambientale e sanitaria di un territorio già messo a dura prova da altre fonti inquinanti che da anni insistono su questa zona, per natura vocata a ben altro tipo di sviluppo.

 

Seguono firme

IN Onlus Sezione Etruria

Comitato per il diritto alla mobilità di Tarquinia

Comitato per la difesa della Valle del Mignone

100% Farnesiana

Bio Ambiente Tarquinia

Forum Ambientalista

 

nov
24

Perchè diciamo no all’impianto proposto dalla A”A Ambiente Spa a Tarquinia

 

Pieghevole No all’inceneritore WEB

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