gen
27

“Processo al futuro: Come le multinazionali bloccano la transizione ecologica e perché dobbiamo fermarle”

Processo al futuro

Come le multinazionali bloccano la
transizione ecologica e perché dobbiamo fermarle.

Esattamente un anno fa – era il 22 gennaio 2019 – insieme a centinaia di organizzazioni
della società civile in tutta Europa lanciavamo la campagna “Diritti per le persone,
regole per le multinazionali”1. Basata su una raccolta firme europea e su azioni
dimostrative con epicentro Davos (sede in quei giorni, come oggi, del World Economic
Forum), l’iniziativa aveva l’obiettivo di mettere al centro del dibattito la condizione
di impunità in cui operano le grandi imprese, capaci di sfuggire a numerose accuse
di violazioni dei diritti umani e dell’ambiente, scaricandole su aziende controllate o
società satellite. La difficoltà delle comunità locali a far valere le proprie ragioni ci
sembravano talmente insopportabili da necessitare un provvedimento internazionale:
per questo abbiamo premuto per l’approvazione di un trattato vincolante delle
Nazioni Unite su imprese e diritti, che portasse a compimento tutti i tentativi fatti
fino ad oggi di allineare le pratiche aziendali con il rispetto dei diritti umani, economici
e sociali e assicurasse alle vittime un accesso efficace alla giustizia.

Processo-al-futuro (il testo integrale)

gen
20

Raccolta delle osservazioni allo Studio di Impatto Ambientale proposto dalla A2A Ambiente S.p.A. ‐ Richiesta di archiviazione del progetto.

Tarquinia 05 Gennaio 2020

MINISTRO AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

Sergio Costa

[email protected]

AL PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO

[email protected]

[email protected]

[email protected]

Vicepresidente DANIELE LEODORI

[email protected]

Massimiliano Valeriani

Assessore Politiche abitative, Urbanistica, Ciclo dei Rifiuti e impianti di trattamento, smaltimento e

recupero [email protected]

ENRICA ONORATI

Assessore Agricoltura, Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo, Ambiente e Risorse Naturali

[email protected]

ALESSIO D’AMATO

Assessore Sanità e Integrazione

Socio‐Sanitaria

[email protected]

MAURO ALESSANDRI

Assessore ai Lavori Pubblici e

Tutela del Territorio, Mobilità

[email protected]

PAOLO ORNELI

Assessore allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Ricerca, Start‐Up e Innovazione

[email protected]

GIOVANNA PUGLIESE

Assessore Turismo e Pari Opportunità

[email protected]

EPC

PRESIDENTE DELL’VIII COMMISSIONE CONSILIAREDELLA REGIONE LAZIO

Valerio NOVELLI

[email protected]

PREFETTO DI VITERBO

Giovanni BRUNO

[email protected]

PRESIDENTE PROVINCIA VITERBO

Pietro NOCCHI

[email protected]

SINDACO DEL COMUNE DICIVITAVECCHIA

Ernesto TEDESCO

Indirizzo pec

SINDACO DEL COMUNE DI MONTALTO DI CASTRO

Sergio CACI

Indirizzo pec

SINDACO DEL COMUNE DI TUSCANIA

2

Fabio BARTOLACCI

Indirizzo pec

SINDACO DEL COMUNE DI MONTE ROMANO

Maurizio TESTA

Indirizzo pec

SINDACO DEL COMUNE DI TOLFA

Luigi LANDI

Indirizzo pec

SINDACO DEL COMUNE DI ALLUMIERE

Antonio PASQUINI

Indirizzo pec

Sen. Francesco BATTISTONI

[email protected]

Sen. Umberto FUSCO

[email protected]

On. Alessandro BATTILOCCHIO

[email protected]

On. Marta GRANDE [email protected]

On. Mauro ROTELLI

[email protected]

CONSIGLIERI REGIONE LAZIO

On. Silvia BLASI [email protected]

On. Gino DE PAOLIS

[email protected]

On. Enrico PANUNZI

[email protected]

On. Devid PORRELLO

[email protected]

On. Marietta TIDEI

[email protected]

 

 

Oggetto: Raccolta delle osservazioni allo Studio di Impatto Ambientale proposto dalla A2A Ambiente S.p.A. “Impianto di Recupero Energetico di Tarquinia (VT)” ubicato nel Comune di Tarquinia, in Provincia di Viterbo, località Pian D’Organo ‐ Pian dei Cipressi Proponente: ‐ Registro elenco progetti: n. 051/2019 ‐ Richiesta di archiviazione del progetto.

 

Lettera aperta a tutti gli enti in indirizzo

 

“La A2A Ambiente Spa vorrebbe convincerci che le 540 mila tonnellate di immondizia che vorrebbero dare alle fiamme ogni anno sarebbero innocue come una fabbrica di biscotti”.

 

Ovvio che nessuno ci avrebbe creduto, le osservazioni al progetto ne sono la conferma,

https://regionelazio.app.box.com/v/VIA-051-2019/folder/84161589859

Tutte le opinioni di A2A Ambiente Spa, contenute nella corposa documentazione a supporto della

Valutazione di Impatto Ambientale sono state smontate una per una, dalla prima all’ultima, dal

punto di vista:

1. Della incompatibilità paesaggistica 2.1 Osservazioni_A2A_Ambiente‐IN_onlus_associazioni_‐

_comitati_e_firme_dei_cittadini.pdf

2. Della incompatibilità Ambientale 1.1 Osservazione_al_progetto_A2A_Ambiente_Spa_‐

_approvvigionamento_idrico_e_rumore.pdf 1.2 Osservazioni_A2A_Ambiente_Spa_‐

_di_natura_procedimentale_ed_inerente_all_opzione_zero.pdf

3. Urbanistico 3.1 Osservazioni_Forum_Ambientalista.pdf

4. degli impatti sulle componenti ambientali e sulla produzione agricola su cui si basa

l’economia locale Cooperativa Pantano 23.12.2019.pdf

5. Di coerenza con il piano regionale dei rifiuti osservazioni_inceneritore_A2A.pdf

6. Di coerenza con le direttive Uccelli 2009/147/CE e Habitat 92/43/CEE Osservazioni_Lipu‐

Birdlife_Italia_‐_G.L.C._Monti_della_Tolfa.pdf

7. Della Valutazione Di Incidenza Ambientale Comitato per il diritto alla mobilità di Tarquinia ‐

Comitato per la difesa della valle del Mignone 16.12.2019.pdf

8. Sanitario 8.1 Relazione_Inceneritore_Ghirga.pdf 8.2 Gian Piero Baldi 15.12.2019.pdf 8.3 Dr.

Nicola Buonaiuto 14.11.2019.pdf

9. Tecnico Osservazioni Via_Inceneritore (1).doc 9.1

GC12216.12.19_Imp._A2A_presa_atto_osservazioni.pdf

10. Osservazioni dei cittadini 10.1 Cav. Luca D’Andria 12.12.2019.pdf 10.2

opposizioni_al_progetto_a2a_elisabetta_ciolli.pdf 10.3 Piero Del Frate.pdf 10.4 Podere

Santamaria sas 15.12.2019.pdf 10.5 10.6 Dott. Agronomo Maurizio Rinaldi 16.12.2019.pdf

 

Il progetto dell’Impianto di Recupero Energetico di rifiuti speciali non pericolosi, “TMV”, che la

Società A2A Ambiente S.p.A. intenderebbe realizzare in un’area presso la zona industriale in loc.

Pian D’Organo‐Pian dei Cipressi, nel territorio comunale di Tarquinia, è un’industria insalubre di

prima classe che dovrebbe inserirsi in un contesto già fortemente critico per la pressione

ambientale presente e futura.

L’impianto ha una potenza termica di combustione di 200 MWt al massimo carico termico continuo e sarà alimentato con rifiuti speciali non pericolosi fino a 540.000 tonnellate.

Il proponente del progetto annovera le capacità tecniche, finanziarie e gestionali per la

realizzazione e per l’esercizio dell’Impianto di Recupero Energetico in progetto, diversamente le

osservazioni arrivano a smontare tutte le valutazioni utilizzate ai fini della VIA, documentando i

rischi che comporterebbe un tale impianto, oltre al fatto che non è previsto dal Piano dei Rifiuti

della Regione Lazio.

Ai destinatari di questa lettera chiediamo di unirsi alla nostra richiesta di Archiviazione del

progetto in procedimento di valutazione di impatto ambientale inviando la lettera

all’attenzione della Direzione Regionale Politiche Ambientali e ciclo Rifiuti:

PEC: [email protected]

Raccolta delle osservazioni. Lettera aperta

dic
17

Osservazioni al progetto di un impianto di incenerimento dei rifiuti a Tarquinia – Italia Nostra sezione Etruria e Comitati locali

Da quando è stato pubblicato il progetto sul sito web della Regione Lazio del termovalorizzatore da parte della A2A Ambiente Spa, a Tarquinia, la sezione Etruria Italia Nostra onlus ha fin da subito segnalato la gravità dell’eventuale realizzazione di un impianto talmente impattante da renderlo innominabile per un territorio che ha già dato in termini di servitù energetiche pagandole a caro prezzo.

Il termovalorizzatore è un impianto di valorizzazione energetica di rifiuti non pericolosi classificato Industria “insalubre di prima classe” (art. 216 del testo unico delle Leggi sanitarie – G.U.n.220 del 20/09/1994), nessuno può prescindere da questo pericolo.

A settembre, inoltre, è stata inviata una segnalazione alla Soprintendenza dell’Etruria Meridionale sollevando non pochi dubbi sulla documentazione presentata dal proponente dell’impianto sulla parte che riguarda il rischio archeologico dichiarato medio basso, ignorando presenze archeologiche rilevanti e persino ignorati i riferimenti dei ritrovamenti e le preesistenze nell’ area di interesse.

Oggi invece sono state presentate le osservazioni sulla valutazione di impatto ambientale, osservazioni che hanno sottolineato alcune gravi criticità come la stima degli impatti del progetto sull’ambiente idrico, osservazioni sull’impatto del rumore dell’impianto sulla fauna delle aree limitrofe in Zps, sull’errato concetto di opzione zero, le criticità sullo studio di incidenza, in ultimo le osservazioni relative ai piani di valorizzazione culturale e paesaggistica, tenendo bene al centro il tema della salute.

Sul valore del paesaggio esistono nel territorio in questione tutti gli elementi per valutare una sensibilità paesaggistica con il grado di “Molto alta”.

Esistono vincoli paesaggistici (Zps) e culturali, nonché valori storico testimoniali (sito Unesco, sito di Cencelle), eppure la proponente liquida in due parole il valore paesistico attribuendo all’area della Zps della Farnesiana e della Valle del Mignone un valore medio-basso, un vero oltraggio a tutto il nostro patrimonio storico archeologico, culturale, paesaggistico e naturalistico.

La valutazione effettuata dall’azienda A2A, non tenendo conto del territorio circostante, ha semplificato con dati totalmente errati.

Italia nostra Etruria

Osservazioni A2A Ambiente-IN onlus associazioni – comitati e firme dei cittadini

Osservazioni A2A Ambiente- opzione zero

Osservazione al progetto A2A Ambiente Spa – approvvigionamento idrico e rumore

dic
16

Osservazioni del pubblico, delle associazioni dei cittadini al progetto di un impianto di incenerimento dei rifiuti a Tarquina

Osservazioni al progetto di un impianto di incenerimento dei rifiuti a Tarquinia

Il  progetto  prevede  la  realizzazione  di  un  impianto  di  valorizzazione  energetica  di  rifiuti speciali non pericolosi aventi un potere calorifico inferiore (PCI) variabile tra 9.200 kJ/kg e 17.000 kj/kg, capace di sviluppare al massimo carico termico continuo una potenza termica di 200 MWt. L’Impianto è costituito da due identiche linee di combustione da 100 MWt ciascuna. La massima portata  di  rifiuti  alimentabile  alle  linee  di  combustione  al  massimo  carico  termico  continuo  di 200 Wt è di 62 t/h.Che   il   progetto   rientra   nella   tipologia   elencata   nell’ Allegato   III   alla   Parte   Seconda   delD.Lgs. 152/2006, alla lett. N), denominata: “Impianti di smaltimento e recupero di rifiuti non pericolosi,con  capacità  superiore  a  100  t/giorno,  mediante  operazioni  di  incenerimento  o  di  trattamento  di  cui all’Allegato B, lettere D9, D10 e D11, ed all’allegato C, lettere R1, della parte quarta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152”.

I comuni e gli enti pubblici interessati dal progetto della A2A Ambiente Spa, in località Pian degli Organi a Tarquinia, avevano un termine per la presentazione delle osservazioni, fissato per il 16 Dicembre, le associazioni e i cittadini invece potevano inviare le loro entro il 27 Dicembre 2019.

https://regionelazio.app.box.com/v/VIA-051-2019/folder/79530412687

dic
07

Termovalorizzatore a Tarquinia: CONTINUANO I FLASH MOB CONTRO GLI INCENERITORI E I LORO FALSI MITI

Termovalorizzatore a Tarquinia: CONTINUANO I FLASH MOB CONTRO GLI INCENERITORI E I LORO FALSI MITI

Prosegue la protesta creativa del territorio contro la sciagurata ipotesi di localizzazione di un mega impianto di incenerimento di rifiuti sul territorio di Tarquinia, al confine con i territori di Civitavecchia ed Allumiere.

Dopo il flash mob di domenica scorsa nei pressi dell’area del progetto, quando molti cittadini si sono incontrati e hanno composto con il proprio corpo un enorme NO INCENERITORI!, questa volta si è passati ad un altro sito pregiato e molto caro a tutti gli amanti delle bellezze naturali del comprensorio minacciato: la Falesia di Ripa Majala.

 

Parliamo di un luogo affascinante, molto frequentato dal popolo dei climber e degli arrampicatori sportivi, un’ imponente parete, dono di antichi vulcani, composta da una tipica roccia dalle molte sfumature di rosso da cui si dominano i poggi che degradano verso il mare.

 

Proprio con l’aiuto prezioso di alcuni rocciatori locali che difendono e tutelano queste meraviglie della natura, si è proceduto, in piena sicurezza, ad una spettacolare azione che ha permesso di issare sulla cima della costa rocciosa, ad oltre 30 metri di altezza, l’ enorme e ormai nota scritta NO INCENERITORI! Il video della azione è raggiungibile da questo link: https://youtu.be/MuhW7an9z4k

 

Lo scopo del gesto, altamente scenografico, è quello di tenere alta l’attenzione di tutti sul procedimento autorizzativo dell’inceneritore in corso presso gli uffici della Regione Lazio che, in assenza di un’ azione politica netta, rischia di arrivare a compimento a dispetto dell’ unanime opposizione dei cittadini, dei sindaci, delle attività agricole, produttive e turistiche che sperano in ben altri tipi di investimenti su questo territorio.

 

L’altro scopo, non secondario, di questa iniziativa è quello di contrastare la disinformazione sottile portata avanzata da alcuni media che cercano di dimostrare la natura inoffensiva dell’impianto con la presenza di una parete artificiale per scalate sul camino di scarico dei fumi. A dimostrazione riportano l’ esperienza danese, peraltro fallimentare, dell’ inceneritore “Copenhill” che sulla copertura ospita una pista artificiale da sci.

Con questo falso esempio di eccellenza sperano di confondere tutti coloro che dovranno sopportare un mega inceneritore, fonte di pericolosi inquinanti generati dalla combustione dei rifiuti. Il tutto rilanciato dall’ informazione nazionale e – ahimè – anche locale.

Per questo i comitati continueranno la  campagna di controinformazione affinché non si parafrasi il vecchio detto “Quando il dito indica il tumore lo stolto e l’affarista guardano lo ski-lift…”

 

A questo link una analisi indipendente del fallimento dell’esperienza del termovalorizzatore di Copenaghen: https://zerowasteeurope.eu/…/copenhagen-incineration-plant/

articolo inceneritore copenaghen tradotto

 

Proseguiranno anche i flash mob con lo striscione per far conoscere a tutti i luoghi più belli che la natura generosamente ci ha offerto, gli unici che possono migliorare la qualità della nostra vita e che ci chiedono di essere difesi. Non abbassiamo la guardia e affermiamo, sempre più decisi: NO INCENERITORI!

 

 

Firmato da:

IN Onlus Sezione Etruria

Comitato per il diritto alla mobilità di Tarquinia

Comitato per la difesa della Valle del Mignone

100% Farnesiana

Bio Ambiente Tarquinia

Forum Ambientalista

dic
05

“NO INCENERITORI”: IL FLASH MOB CHE UNISCE CONTRO QUESTO SCELLERATO PROGETTO.

“NO INCENERITORI”: IL FLASH MOB CHE UNISCE CONTRO QUESTO SCELLERATO PROGETTO.

 

Tanti i cittadini che domenica scorsa hanno deciso di partecipare al Flash Mob per dire no all’inceneritore che una grande società del settore vorrebbe costruire sulle terre dell’area industriale di Tarquinia.

 

Sono bastati pochi giorni di anticipo per organizzare questo evento popolare e in molti hanno risposto, pronti a indossare una simbolica tuta bianca per trasmettere un messaggio chiaro e forte: comporre con i propri corpi, sulla collina vicino all’area interessata dal progetto della A2A Ambiente Spa, una grande scritta, “NO INCENERITORI”.

 

L’area interessata dall’”impianto di recupero energetico”, come viene definita letteralmente dai proponenti, è stata la vera protagonista della giornata, essendo poco chiaro finora dove fosse localizzata.

 

Le piogge che sono cadute nei giorni scorsi non hanno condizionato la partecipazione all’evento che ha unito tante anime di cittadini, comitati, associazioni ed istituzioni, tutti insieme, con coraggio e determinazione, a contatto con il terreno umido, per la salvaguardia della propria terra e del proprio paesaggio, risorse fondamentali che non possono essere barattate per niente.

Dietro a quel NO, a quelle tute bianche, a quell’arco umano, ci sono però tanti altri cittadini, quelli rassegnati, quelli della diffidenza, quelli del “tanto la fanno”, quelli che volevano venire ma…, quelli che sono stufi, arrabbiati nel vedere che in nome degli interessi economici si è disposti a passare sui propri corpi.

Ecco il NO è anche il loro. L’immagine suggestiva frutto del flash mob di domenica mostra che la popolazione è pronta a reagire a questa ennesima aggressione.

Gli organizzatori del Flash Mob ringraziano tutti i partecipanti per la fiducia riservata ad un evento a sorpresa, un evento preceduto da incontri di informazione fondamentali per prendere coscienza della reale situazione.  L’ impianto di incenerimento proposto dalla A2A in località Piand’Organi- Pian Dei Cipressi a Tarquinia, prevede ben 481.000 tonnellate di rifiuti speciali (dichiarati), che in realtà potrebbero arrivare a essere 540.000 tonnellate, 122.000 tonnellate/anno di ceneri pesanti e 40.000 tonnellate/anno ceneri leggere di risulta dalla combustione.

Un traffico di 32.698 camion/anno, un camino di 70 metri che emetterà ulteriori tonnellate di emissioni inquinanti a carico di una situazione ambientale e sanitaria di un territorio già messo a dura prova da altre fonti inquinanti che da anni insistono su questa zona, per natura vocata a ben altro tipo di sviluppo.

 

Seguono firme

IN Onlus Sezione Etruria

Comitato per il diritto alla mobilità di Tarquinia

Comitato per la difesa della Valle del Mignone

100% Farnesiana

Bio Ambiente Tarquinia

Forum Ambientalista

 

nov
24

Perchè diciamo no all’impianto proposto dalla A”A Ambiente Spa a Tarquinia

 

Pieghevole No all’inceneritore WEB

nov
10

INCENERITORE: I COMITATI DI TARQUINIA CHIAMANO ALLA MOBILITAZIONE CONTRO LE SCELTE SCONSIDERATE SUI RIFIUTI DELLA REGIONE LAZIO

INCENERITORE: I COMITATI DI TARQUINIA CHIAMANO ALLA MOBILITAZIONE CONTRO LE SCELTE SCONSIDERATE SUI RIFIUTI DELLA REGIONE LAZIO

“Nubi nerissime, sconcerto e rabbia montano sul nostro territorio: sono questi i sentimenti che dominano, come non è mai successo in passato, il litorale dell’alto Lazio dove, le autorizzazioni degli impianti di recupero energetico valutate mettono a rischio il territorio e tutti i suoi residenti con un impietoso colpo di grazia”. Esordiscono così, in una nota i comitati di Tarquinia IN Onlus Sezione Etruria, Comitato per il diritto alla mobilità di Tarquinia, Comitato per la difesa della Valle del Mignone, 100% Farnesiana e Bio Ambiente Tarquinia.

“Giungono infatti dagli uffici della Regione degli inattesi aggiornamenti sulle procedure autorizzative di due diversi impianti di trattamento di rifiuti: – continua la nota – uno per la costruzione di un mega inceneritore al confine meridionale del comune di Tarquinia con Civitavecchia e l’altro per l’ampliamento di un impianto di raccolta differenziata per il compostaggio anaerobico e la produzione di metano in zona Olivastro lungo il corso del fiume Mignone. Localizzati l’uno all’interno di zone agricole di pregio e l’altro (l’inceneritore) nelle immediate vicinanze di un territorio protetto da rigide norme di tutela comunitaria perché ricco di biodiversità e rari elementi florofaunistici protetti, non ultimo anche con importanti presenze archeologiche, segnalate dalle associazioni alla soprintendenza”.

“Lo sconcerto e la rabbia montano anche per la roboante assenza dei tanti consiglieri regionali del territorio – proseguono i comitati – che – in consessi pubblici annunciano la propria contrarietà di facciata agli impianti – salvo poi sparire dalla scena quando funzionari pubblici che dalla politica dovrebbero invece ricevere precise indicazioni – impongono decisioni sospette, incomprensibili ed irricevibili ai danni dei territori che quella stessa politica dovrebbe amministrare”.

Ricordando i dati che riguardano l’impianto di incenerimento proposto dalla A2A in località Piand’Organi- Pian Dei Cipressi a Tarquinia, fanno rabbrividire: 481.000 tonnellate di rifiuti speciali (dichiarati), che in realtà potrebbero arrivare a essere 540.000 tonnellate, 122.000 tonnellate/anno di ceneri pesanti e 40.000 tonnellate/anno ceneri leggere di risulta dalla combustione. Un traffico di 32.698 camion. Un camino di 70 metri che emetterà ulteriori tonnellate di emissioni inquinanti sulla già disastrata situazione ambientale e sanitaria del territorio.

“I Comitati le Associazioni ed i Cittadini – continua il documento – che fino ad oggi si sono fatti carico di questo dissenso con mobilitazioni, azioni legali, manifestazioni, denunce, tengono alta la guardia e dritta la schiena e chiamano a raccolta tutta la popolazione di Tarquinia, Civitavecchia e dei comuni limitrofi, tutti a grave rischio per questa sconsiderata offensiva che sta avvenendo con il silenzio e la connivenza di una pilatesca politica regionale che si fa scudo di provvedimenti spericolati di dirigenti che da quella stessa politica provengono e che ne costituiscono un poco credibile alibi”.

“Saremo presenti alla pubblica assemblea indetta nella sala comunale di Tarquinia il giorno 22 Novembre alle ore 17.00 – concludono i comitati – e nei prossimi giorni chiameremo a raccolta tutti i comitati e associazioni ambientaliste per organizzare una grande manifestazione per la mobilitazione di tutti i cittadini affinché lo scempio di queste terre e di questo litorale cessi definitivamente per lasciare spazio finalmente ad uno sviluppo sostenibile”.

IN Onlus Sezione Etruria
Comitato per il diritto alla mobilità di Tarquinia
Comitato per la difesa della Valle del Mignone
100% Farnesiana
Bio Ambiente Tarquinia

 

https://www.lextra.news/inceneritore-i-comitati-di-tarquinia-pronti-alla-protesta-saremo-presenti-allassemblea-pubblica-del-22-novembre/

nov
10

Inceneritore: Evidenze scientifiche, sanitarie e sociali per dire no!

L’Inceneritore non lo vuole nessuno, lo capiscono tutti che è una truffa ai danni dell’ambiente, della salute e della stessa filosofia dei rifiuti zero!

A Tarquinia non si dovrà aggiungere neanche un cerino!

Basta!

 

1 tonnellata di RIFIUTI produce 300 Kg di CENERI PESANTI + 30 Kg di CENERI TOSSICHE = AUMENTO DEI RIFIUTI !!!

Dalla documentazione scaricabile dalla proposta di Inceneritore a Tarquinia, in fase di V.I.A. possiamo utilizzare il web per approfondire le notizie sulla A2A Ambiente e chi figura nei documenti, in qualità di legale rappresentante della Società A2A Ambiente:

Allegato A

https://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/17_luglio_13/traffico-rifiuti-napoli-brescia-indagato-amministratore-delegato-a2a-ambiente-aprica-b6c554b0-6797-11e7-b139-307c48369751.shtml?fbclid=IwAR0S-HX5MlGaj27S7LejgqpVrG_l_WHBo8ci-0iUg5rGJVWIPZwgzdSncWo

…Dott.ssa Patrizia Gentilini (ISDE)….Si afferma ad esempio che gli inceneritori “non provocano rischi sanitari acuti e cronici per chi vive in prossimità degli impianti” e che dallo studio epidemiologico Moniter “una delle più sofisticate ricerche al mondo sul rischio connesso alle emissioni di inceneritori […] si evidenzia chiaramente la assenza di rilevanti rischi sanitari acuti e cronici per chi vive in prossimità degli impianti”. Come già tante volte ho avuto modo di scrivere sono viceversa numerosi gli studi scientifici (anche recentissimi) che dimostrano esattamente il contrario e descrivono effetti sia a breve (esiti riproduttivi, malformazioni, esiti cardiovascolari, respiratori) che a lungo termine (soprattutto tumori). E’ vero che per la gran parte (ma non per la totalità) si tratta di studi che riguardano impianti di “vecchia generazione”, ma dove sono studi epidemiologici che valutano gli effetti a lungo termine degli inceneritori di “nuova” generazione?

http://www.ambientebrescia.it/InceneritoriAmbienteSalute2016.pdf

L’inquinamento da inceneritore

Generalmente si pensa che i filtri adoperati per purificare i fumi riescano a trattenere la quasi totalità di questi inquinanti. In realtà anche i filtri tecnologicamente più avanzati abbattono solo gli scarti più grossolani e lasciano passare proprio la pericolosa frazione ultrafine, che possiede una superficie di contatto di circa 3000 volte superiore rispetto ai PM10. Pertanto il vanto da parte di A2A di emettere dai camini una modesta quantità in peso di ceneri risulta vano. In presenza di polveri ultra fini, il metodo di misura in peso non risulta appropriato. Inoltre, se è vero che il sistema dato da inceneritore e centrale di Lamarmora è stato stimato che emetta solo il 9% delle polveri totali per l’agglomerato di Brescia (fonte INEMAR 2014), questo quantitativo risulta concentrato praticamente in un unico punto, quindi la ricaduta delle polveri è su una superficie assai più piccola dell’agglomerato urbano…

https://www.blogagricolo.it/a-brescia-si-muore-di-mal-d-aria/

…A titolo di esempio ricordiamo che, nel 2008, la Centrale del Latte di Brescia (città dove è presente l’inceneritore più grande d’Italia) ha riscontrato la presenza di diossine – con una tossicità equivalente ben oltre i limiti di soglia (tra i 6,5 e gli 8 picogrammi per grammo di grasso) – nel latte proveniente da sette aziende agricole ubicate nei pressi dell’impianto d’incenerimento. Altre analisi effettuate su alcune mamme di Brescia hanno evidenziato una tasso di diossina pari a 147 pg/g di grasso nel latte materno. Nel 2007, sempre a Brescia, l’Istituto Superiore di Sanità ha misurato le diossine del tipo PCDD-F presenti nell’aria. L’indagine è stata condotta nel mese di agosto, quando il traffico risulta ridotto e quando le principali industrie sono chiuse. Periodo in cui, tuttavia, l’inceneritore funziona regolarmente. Il confronto con altre misurazioni, condotte negli ultimi anni in diverse località nella stagione estiva, mostra chiaramente come le concentrazioni di diossine nell’aria di Brescia siano le maggiori, con quantitativi almeno tripli rispetto alla media. Numerosi altri studi epidemiologici dimostrano, inoltre, gli effetti reali degli impianti d’incenerimento sulle popolazioni che risiedono nei dintorni: basta citare lo studio effettuato – sempre nel 2007 – in provincia di Venezia dal Registro Tumori dell’Istituto Oncologico Veneto.

https://www.lospiffero.com/ls_ballatoio_article.php?id=293

http://www.epiprev.it/materiali/2014/EP2/S1/EPv38i2S1_SENTIERIind.pdf

…A Brescia c’è uno tra i più grandi forni d’Italia: 981mila tonnellate annue autorizzate in capo alla multiutility A2a. La provincia di Brescia è quella con il tasso di produzione pro-capite di rifiuti più alto della Lombardia (517,1 chilogrammi) e registra una percentuale di raccolta differenziata sotto la media regionale (58,1% contro 58,7)

https://altreconomia.it/la-bolla-degli-inceneritori/

L’inceneritore più grande d’Europa è in Italia, a Brescia. È una struttura che riceve premi e riconoscimenti, ma purtroppo dalle stesse Università private che ricevono cospicue donazioni da parte delle società che gestiscono l’inceneritore. È in questo stato di cose che risulta difficile ottenere le analisi condotte sulle popolazioni prossime agli inceneritori. A2A non ha ancora reso pubblici i dati relativi ai microinquinanti ( diossine, pcb, Ipa, metalli pesanti ) per tutto l’anno 2011 e per il primo semestre 2012 e inoltre le emissioni di NOx (Ossidi di Azoto, precursori delle PM2,5 e PM10) dell’inceneritore di Brescia sono quasi il doppio per metri cubi di quelle dell’analogo inceneritore di Milano. Un impianto quello di A2A che brucia 800 mila tonnellate di rifiuti l’anno in tre linee in una Provincia che produce 365 mila tonnellate di rifiuto solido urbano indifferenziato avviato all’incenerimento, in una citta’ dove la raccolta differenziata è ferma al 40%.

Interrompere questo stato di cose è giusto e necessario. Per la salute nostra e dell’ambiente che ci circonda . Rimettere in ciclo ” materie prime di seconda generazione ” fa’risparmiare soldi alla collettivita’ e crea nuovi posti di lavoro .

http://www.antinocivitabs.org/sporchi-da-morire-linceneritore-uccide-asl-arpa-paroli-a2a-inquinamento-a-norma-di-legge.html

….l’inceneritore sia alternativo alla discarica, mentre invece l’inceneritore è alternativo alla raccolta differenziata ed al riciclaggio. Corre l’obbligo solo di ricordare che l’inceneritore di Brescia produce ogni anno 180.000 tonnellate di rifiuti speciali, in forma di scorie e polveri,  di cui 30 mila pericolosi, mentre, se si applicasse a Brescia il “modello Priula”, i rifiuti da smaltire sarebbero circa 100.000 tonnellate. Ma per l’inceneritore si dovrebbero conteggiare anche i 5 miliardi di m3 di aria inquinata, anch’essa “rifiuto”, pari a circa 3 milioni di tonnellate (almeno 800.000 solo di CO2), per cui un inceneritore andrebbe considerato in realtà,  come con un involontario lapsus freudiano è stato denominato dall’Assessorato all’Ambiente della Provincia di Brescia, un “impianto di termogenerazione di rifiuti [sic!]”.[17]

http://www.dmi.unipg.it/mamone/sci-dem/nuocontri_1/ruzzenenti_r.htm

nov
06

Inceneritore a Tarquinia: Chi è la A2A e perché propone il progetto di un INCENERITORE in località Pian D’Organo – Pian dei Cipressi

Inceneritore Asm – A2A di Brescia

il più grande e più “celebrato” d’Europa

Brescia, con uno dei più grandi inceneritori d’Europa, da 800 mila tonnellate,  in funzione da  20 anni.
Chi percorre l’autostrada Milano – Venezia non può non osservare con stupore questa sorta di cattedrale postmoderna con un’altissima torre quadrata svettante, di un azzurro tenue che diventa più intenso verso l’alto fino a confondersi con il cielo: è la rappresentazione fisica del camuffamento di un impianto di incenerimento dei rifiuti con una facciata pulita, coerente con il nome che è stato imposto all’impianto, tuttora copyright esclusivo di Asm-A2A, “termoutilizzatore”……

Leggete il documento sull’impianto gemello a quello che vorrebbero realizzare a Tarquinia….http://www.ambientebrescia.it/inceneritoreAsm.html

Entro la metà di Dicembre sarà possibile presentare le osservazioni sull’inceneritore che si trova negli uffici della Regione Lazio, in valutazione di Impatto Ambientale, che vede come dirigente responsabile la dott.ssa Flaminia Tosini dell’area rifiuti, ieri dirigente della Provincia di Viterbo e oggi in Regione Lazio. https://regionelazio.app.box.com/v/VIA-051-2019

Un iter partito male da subito, visto che il progetto è stato presentato in piena estate e con scadenza dei termini per le osservazioni, sotto Ferragosto. L’impianto è spaventosamente grande, abnorme per essere autorizzato come impianto di recupero energetico per un territorio come il nostro. L’impianto punta a servire ben altri comuni e regioni.

La domanda semplice che viene in mente, perché a Tarquinia?

Perché Tarquinia si è dotata di un’area industriale approvata da ben due consigli comunali, un particolare fondamentale che non sarà sfuggito alla società proponente, la A2A che vuole a tutti i costi investire sui rifiuti della Regione Lazio.

Il territorio si ribella.

 

Post precedenti «