ott
24

Tirrenica: Il Ministero delle infrastrutture per tutelare il diritto alla mobilità locale, lascerà aperti gli accessi alla Farnesiana e Pantano di sopra, finalmente l’impegno formale.

“Quando ci si muove per un diritto di tanti anche i muri più alti possono crollare”

http://www.civonline.it/articolo/tirrenica-s%C3%AC-del-ministero-allapertura-degli-accessi-la-farnesiana-e-pantano

Qui il verbale del MIT verbale mit 22 Ottobre.

 

ott
23

Anas: progettazioni & grandi opere

Le pulizie di primavera sono iniziate…

Anas è finita sulla cronaca per gli arresti di alcuni dirigenti, coinvolti in un sistema redditizio di corruttela tra pubblico e imprese che si aggiudicavano gli appalti pubblici. http://www.lultimaribattuta.it/34167_anas-la-dama-nera-e-antonella-accrogliano-5-dirigenti-arrestati  http://www.lultimaribattuta.it/34236_anas-insieme-alla-dama-nera-rispunta-la-tecnis-spa

Sicuramente si dirà che Anas, presidente in primis non sapeva nulla di questo sistema di corruttela, mentre tutto andrà avanti, compreso un cambio fisiologico di poltrone, tutte ben pagate. file:///C:/Users/user/Downloads/compensi_anas_spa.pdf  cumuli di poltrone in tanti cda ..una a casa pubblicata sul sito web di Anas      file:///C:/Users/user/Downloads/dalverme_altriincarichi.pdf

Anas comunque continua a proporre i suoi progetti si realizzazione di infrastrutture, come il progetto Orte-Civitavecchia (S.S. 675)

http://www.lazioeuropa.it/45_progetti_per_il_lazio-3/completamento_della_superstrada_civitavecchia_viterbo_orte_terni_tratta_cinelli_monteromano-44/

Il progetto preliminare ha comunque individuato un tracciato su cui si è chiesta la VIA, dunque la logica costi e benefici non vale quando forse il tracciato è stato scelto e si lavora ad una procedura solo per renderla ufficiale.

Il sospetto è lecito, visto che Anas si è presa la briga di spendere ben 2 milioni di euro http://www.stradeanas.it/index.php?/content/index/arg/orte_civitavecchia per arrivare a proporre il tracciato verde senza tenere conto nella sua valutazione multicriteri il valore del paesaggio per esempio, il costo del rischio idrogeologico della vallata del Mignone che si andava a compromettere.

L’autorità portuale e l’EU spendono rispettivamente 1 milione di euro per il progetto preliminare nel quale si cambia totalmente il tracciato degli ultimi 10 km dove la scelta dipende da un semplice confronto tra le alternative per l’ individuazione del corridoio ottimo con l’unico ausilio tecnico della metodologia utilizzata per il confronto dell’analisi multicriteri, magari scritta per dare il risultato che qualcuno voleva.

..Per l’ultimo lotto di completamento della Trasversale Orte-Civitavecchia (da Monte Romano Est a Civitavecchia), grazie alla disponibilità dell’Unione Europea e dell’Autorità Portuale di Civitavecchia a cofinanziare il progetto con circa 1 milione di euro ciascuno, Anas ha potuto completare la revisione della progettazione preliminare, già approvata dal Cda, individuando un itinerario alternativo..

“Abbiamo realizzato come autorità – ricorda Monti – il progetto preliminare dell’opera. Quello vecchio, da 800 milioni, era molto oneroso”.

http://www.etrurianews.it/cronaca/regionale/5106-anas-rifatto-il-progetto-preliminare-della-orte-civitavecchia-che-non-sara-completata.html

Prima di affrontare le criticità del tracciato andrebbe analizzato e poi rivisto il modo in cui si è arrivati a decidere di cambiarlo, se poi il peso degli indicatori nell’analisi multicriteri è stato per lo più il costo dell’opera per Anas senza calcolare affatto i costi del danno al territorio.

T00_EG00_GEN_RE02Aelaborati generali- relazione illustrativa- pag 75

 

ott
03

SS 675, Anas propone IL NUOVO STUDIO DI COMPLETAMENTO DELLA SS 675 “ORTE -CIVITAVECCHIA”

IL NUOVO STUDIO DI COMPLETAMENTO DELLA SS 675 “ORTE -CIVITAVECCHIA”
I. Coppa, U. Dibennardo, M. Mancinetti
Direzione Centrale Progettazione – ANAS S.p.A.
Abstract
Per il completamento del collegamento del porto di Civitavecchia con il nodo intermodale di Orte, nel
febbraio 2013, ANAS in partnership con l’Autorità Portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta, ha inoltrato
alla UE domanda di cofinanziamento per la progettazione preliminare del nuovo corridoio, a valere sui fondi
TEN-T.
Nel novembre 2013 l’Agenzia TEN-T ha trasmesso la Decisione della Commissione n° C (2013)7912 con cui è
stata cofinanziata la “Progettazione Preliminare ed analisi economica del tratto terminale del collegamento
del Porto di Civitavecchia con il nodo intermodale di Orte per il completamento dell’asse viario Est-Ovest
(Civitavecchia-Ancona)”.
Conformemente agli accordi presi nella convenzione stipulata con l’Autorità portuale di Civitavecchia
Fiumicino e Gaeta, e con la metodologia e tempistica riportata nella Decisione di cui sopra, nell’aprile 2013
sono iniziate le attività progettuali che, sulla base del quadro conoscitivo, sviluppato mettendo a sistema le
analisi paesaggistiche ed ambientali, archeologiche, idrauliche e geologiche, hanno portato
all’individuazione di 3 tracciati alternativi al progetto già approvato dal CIPE, la cui fattibilità è risultata ad
oggi difficile a causa dagli elevati costi di realizzazione.
Ora si sta sviluppando il progetto prelimina…Leggi tutto dal pdf  IL NUOVO STUDIO DI COMPLETAMENTO DELLA SS 675 “ORTE -CIVITAVECCHIA” – pubblicato nel 2014

set
26

Tirrenica: Il MIT ha approvato il progetto di variante del ponte e le relative complanari ora la battaglia è sugli accessi di Pantano di sopra e di Farnesiana che devono rimanere aperti fino alla loro effettiva realizzazione

Il Sindaco di Tarquinia non smentisce mai la sua imprudente passione per la propaganda, al punto di dare notizie a metà come ha fatto nell’annunciare come un suo personale obiettivo raggiunto l’approvazione del progetto di variante alla viabilità locale del Lotto 6A per recuperare il grave problema della mancanza di un ponte sostitutivo a quello che è già in uso dell’autostrada, il viadotto della ex SS Aurelia.

Il Sindaco sfoggia notizie senza dare i dettagli più importanti,: intanto che la variante è stata seguita passo dopo passo dagli avvocati che difendono i cittadini di Tarquinia nel ricorso giunto al Consiglio di Stato, omette sempre di dire che i firmatari sono stati ricevuti 3 volte dal responsabile della Direzione di vigilanza delle concessioni autostradali per il Ministero dei trasporti, il dott.Mauro Coletta che ha firmato ogni passaggio istruttorio della variante.

Grazie a questi incontri che sono stati organizzati presso il Ministero, anche il presenza di SAT, siamo riusciti ad informare puntualmente sull’evolversi della situazione con planimetrie foto e documenti alla mano, ad avere accesso agli atti che oggi sono diventati un risultato disponibile a tutti i cittadini, grazie soprattutto ad un lavoro di informazione puntuale che ancora però non ha raggiunto il risultato finale.

Il 16 Settembre in occasione dell’ultimo incontro con il Ministero era stata già annunciata dal dott. Mauro Coletta la firma dell’approvazione della variante nord, ma con estrema puntualità gli avvocati del ricorso e i residenti presenti all’incontro hanno richiesto a SAT, che ancora una volta era presente nella persone del direttore Luigi  Massa, direttore generale della Tirrenica, di indicare i tempi di realizzazione del ponte e le relative complanari che, visto l’ingente spesa di circa 4 milioni di euro, sarà affidata a gara di evidenza pubblica e dunque con dei tempi di realizzazione di due/tre anni.

Prima di sbandierare risultati come fossero suoi, il Sindaco dovrebbe preoccuparsi di avere certezze dal Ministero e soprattutto da Sat che gli accessi di pantano di sopra e della Farnesiana rimangano aperti finchè i lavori di realizzazione del ponte siano effettivamente realizzati; questa l’unica garanzia che dovrebbe avere un Sindaco invece che raccontare la verità a metà.

Resta comunque ancora da difendere la lotta dei residenti in sede giudiziaria contro gli abusi perpetrati in questi anni dalla SAT contro la viabilità pubblica e per questo gli avvocati ed i ricorrenti saranno presenti nell’aula del dibattimento al Consiglio di Stato l’8 ottobre prossimo.

Il sindaco di Tarquinia piuttosto che esultare sull’avvenuta approvazione di una variante che di fatto rattoppa un pasticcio in cui hanno tutti la loro responsabilità, ministero delle infrastrutture e comune di Tarquinia, dovrebbe dire altro, per esempio cosa sia disposto a fare nel caso gli accessi utili ai residenti non venissero lasciati aperti fino alla completa realizzazione del ponte e delle relative complanari, se insomma si metterà di traverso o continuerà a scrivere e basta?

Comitato per il diritto alla mobilità di Tarquinia

 

 

 

set
04

Carbone: Progetto Enel calcare, NoCoke Alto Lazio e Forum Ambientalista contrari al trasporto con i camion

http://www.lavocedelpopolo.net/44501/progetto-enel-calcare-nocoke-alto-lazio-e-forum-ambientalista-contrari-al-trasporto-con-i-camion/

http://www.va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Documentazione/1557/2530

mag
24

Tirrenica: Il Sindaco di Tarquinia

Il Sindaco di Tarquinia continua ad urlare sulla stampa, cercando di convincere i lettori che sulla Tirrenica non gli sia stato riconosciuto il giusto merito di aver ottenuto da SAT le complanari che mancavano al progetto dell’autostrada per il Lotto 6A.

E’ sicuro che non ci riuscirà! Il motivo è semplice.

Come Sindaco doveva e poteva impegnarsi al momento giusto e trovarsi le complanari ed il ponte nel progetto esecutivo, come giusta conseguenza di un’azione amministrativa congiunta tra gli uffici tecnici per la presentazione di osservazioni puntuali sulla viabilità e quella politica che spettava al Sindaco.

Quali fossero i poteri del Sindaco in sede di conferenza dei servizi per la localizzazione dell’opera è cosa nota, il mistero è nel motivo per il quale non li abbia esercitati.

Infatti Mazzola si accorse che mancava il ponte sul Fiume Mignone e  le complanari di collegamento solo dopo che i cittadini ne avevano denunciato l’assurda assenza e per questo motivo avevano deciso di impugnare il CIPE del 5 Maggio 2011 al Tar, era il mese di Novembre 2011.

Guarda caso, era già troppo tardi per un’azione politica e amministrativa, nella DELIBERA CIPE n. 7 05-05-2011 non c’è traccia delle prescrizioni che riguardano l’esigenza di una viabilità complanare, ne tanto meno di un ponte sostitutivo sul fiume Mignone, semplicemente perchè nessun ente (neanche il comune di Tarquinia) aveva presentato la richiesta di inserimento delle prescrizioni.

Per dovere di cronaca bisogna sapere che la comunità della Farnesiana, e le aziende agricole interessate al problema, nel 2010, dopo la presentazione del progetto definitivo del Lotto 6A avevano inviato all’attenzione dell’ufficio tecnico del Comune di Tarquinia le osservazioni utili ai fini della conferenza dei servizi, ma non avevano ricevuto un adeguato interesse del Sindaco e degli uffici preposti.

Perchè?

Eppure era solo quella l’occasione procedurale utile al comune per segnalare la carenza progettuale al Ministero delle infrastrutture, l’unico ente che poteva imporre la prescrizione e quindi l’inserimento nel progetto esecutivo del Lotto 6A. Per la precisione va richiamato il Decreto legislativo del 12 aprile 2006, n. 163 con l’art 167. (Norme generali sulla procedura di approvazione dei progetti), comma 2 che recita proprio le cose che il Sindaco di Tarquinia non ha saputo inserire, al momento giusto

2. Ove il progetto sia incompleto, carente o contraddittorio, le amministrazioni competenti propongono al Ministero, nei termini e modi previsti dal presente capo, le prescrizioni per la corretta successiva integrazione. Ove ciò non sia possibile per l’assenza degli elementi progettuali prescritti dall’allegato tecnico recato dall’allegato XXI, le amministrazioni competenti concludono l’istruttoria, negli stessi termini e modi, con la richiesta di rinvio del progetto a nuova istruttoria e l’indicazione delle condizioni per la ripresentazione dello stesso. Il CIPE, su proposta del Ministero, valuta la rilevanza delle carenze e, ove necessario, dispone la chiusura della procedura e il rinvio del progetto al soggetto aggiudicatore. Restano fermi i commi 1 e 2 dell’articolo 185 in merito alla richiesta di integrazioni da parte della commissione speciale VIA.

Ma questo non è mai accaduto! Il Sindaco di Tarquinia, come autorità chiamata ad esprimersi non fece altro che inviare all’attenzione del Ministero e della Regione Lazio la deliberazione del consiglio comunale del 2008 e la delibera della giunta comunale in cui non c’è affatto la menzione al problema della viabilità della Farnesiana e delle zone intorno al Fiume Mignone.

DG n 284 23 08 2010

Dopo 5 anni, il Sindaco di Tarquinia continua a non voler accettare la sua responsabilità, evitando di spiegare i motivi per cui non utilizzò i suoi poteri al momento giusto e obbligare la SAT ad inserire nel progetto le complanari per ottenere il riconoscimento del diritto alla mobilità dei residenti della zona intorno al fiume Mignone.

Come dice anche nel seguente comunicato stampa si accontenta di inviare e ricevere lettere, senza pretendere progetti ufficiali con iter chiari e trasparenti.

Nulla di tutto questo! A fare chiarezza ci ha pensato soltanto il tribunale che ha accolto il ricorso dei cittadini di tarquinia, esattamente il Consiglio di Stato che ha ricevuto da SAT proprio quel progetto che oggi è agli atti. Tutto nero su bianco e facente parte del ricorso che è stato rimandato nella discussione al 8 Ottobre 2015.

corriere di Viterbo del 22 Maggio 2015

Dichiarazioni dell’ex consigliere comunale ( 2007/2012) Marco Tosoni del 25 05 2015:

Caro Sindaco io c’ero nel 2010! Nel pieno potere del D. Lgs. 163/2006 relativo al Progetto del Lotto 6A dell’Autostrada A12, il 27 Luglio del 2010 in occasione della conferenza dei servizi, lei signor Sindaco non si preoccupò di inserite le documentazione che si riferiva all’assenza del ponte e delle complanari mancanti per i residenti! Non provi nemmeno a farlo, sarebbe un frontale con la realtà dei fatti e con i documenti agli atti!

Le planimetrie del progetto delle complanari sono state depositate al Ministero delle infrastrutture solo nel mese di Aprile 2015 e le copie sono nelle mani del comitato per il diritto alla Mobilità di Tarquinia di cui faccio parte, e che sarà l’unico che si prenderà la briga di fare le osservazioni al progetto del ponte e delle complanari che presenta comunque delle criticità che vanno segnalate al Ministero, che saranno inoltrate al più presto e che sicuramente saranno le uniche che il ministero riceverà!

E’ già successo con il ponte sul Fiume Mignone, infatti la SAT ha accolto le nostre osservazioni alla larghezza del ponte che era stato progettato nella variante del 2014, soltanto di 5 metri e che soltanto il comitato aveva osservato puntualmente ed entro i termini di presentazione, segnalando tecnicamente l’inadeguatezza dei 5 metri, chiedendo nel contempo il rispetto delle prescrizioni sulle complanari che dovevano essere almeno di 7 metri.

Le dichiarazioni fatte dal Sindaco di Tarquinia sono, infatti, le solite, forse ancora più urlate per via del fatto che sono all’indomani della sua nuova carica istituzionale da Presidente della Provincia di Viterbo.

Il Sindaco di Tarquinia, nella più completa disinformazione degli elettori che si aspettavano di votare un candidato presidente si sono ritrovati un presidente di provincia eletto senza il voto dei cittadini, ma semplicemente tramite il voto politico dei consiglieri di tutti i comuni della provincia di Viterbo, organizzati il liste dei vari partiti, che poi si sono spartiti i posti da consigliere.

Sulla Tirrenica e precisamente sul Lotto 6A la storia è ben documentata e nessuno può sfuggirgli!

Neanche un Sindaco come lei!

A noi cittadini che avremmo voluto un altro atteggiamento del Sindaco, meno morbido sulle sue posizioni rispetto a SAT che stava comunque distruggendo il territorio non rimane che trovare conferma della “disattenzione” che c’è stata al problema della viabilità locale da parte del Sindaco, proprio da SAT.

Come infatti è accaduto in occasione dell’incontro al Ministero alle infrastrutture del 14 Maggio 2015, dove ha dichiarato che nel progetto esecutivo del Lotto 6A non esisteva ne il ponte sostitutivo ne le complanari perchè nessun Sindaco le aveva richieste come prescrizioni imprescindibili.

Caro Sindaco i cittadini di Tarquinia si meritano tutta la chiarezza che solo i documenti sono in grado di dare, proprio quella “carta che canta”, e che lei spesso nomina nei suoi monologhi alla stampa locale. Dove sono i documenti che attestano l’ impegno puntuale e documentato del Sindaco? Non ci sono!

Nel 2012 mi presi la briga di fare un accesso agli atti su tutta la vicenda della corrispondenza tra SAT e comune di Tarquinia, tutto nero su bianco, il ponte sul Fiume Mignone e le complanari che mancavano al progetto definitivo del Lotto 6A non c’erano nella documentazione della conferenza dei servizi del 2010, cioè prima della delibera cipe del 5 Maggio 20111 dove venivano fissate le prescrizioni al progetto.

Nessun progetto è stato mai approvato dal ministero su spinta del comune di Tarquinia, questo del 2015 è il primo il resto non sono altro che lettere inviate e ricevute al solo scopo di far scorrere il tempo a favore di SAT.

Le lettere che sono state date alla stampa erano la risposta alle varie manifestazioni dei cittadini costretti a farlo a causa dell’inazione del Sindaco sul tema della viabilità complanare.

La lettera più sbandierata alla stampa che secondo Mazzola attestava il suo impegno è stata quella che ha ricevuto dal Ministero a firma del dott. Ercole Incalza, nel suo ultimo giorno di lavoro al Ministero delle infrastrutture, quell’Ercole Incalza che poi è stato arrestato.

Da Incalza a Coletta

Bene ha fatto il Comitato a partire da questa lettere per chiedere poi allo stesso Ministero conto dell’impegno, ha lavorato tutto l’inverno per arrivare alla chiarezza che il Sindaco non riconosce come risultato, peccato ancora una volta per lui, che si perde l’occasione di stare affianco dei cittadini, ma tenendoli sempre fuori.

Fuori è ormai il nostro Sindaco, indifendibile e sempre troppo arrogante.

mag
22

Tirrenica: Ecco chi esulta per il protocollo di intesa

Provate a cercare un comitato pro autostrada Tirrenica, non c’è sicuro.
Esiste però un elenco di politici, Presidenti e manager che invece fanno sorrisi a 32 denti ogni volta che si stringono la mano per un accordo sulla Tirrenica.
Ultimo ma non ultimo il protocollo sulla Tirrenica sottoscritto il 13 Maggio per i Lotti 5A, 4, 3, 2, 1 che coinvolgono la Toscana, peccato che nessuno parla del Lotto 6B che comincia a Tarquinia e finisce al confine della Regione Toscana.
Si sà che tutto questo ha a che fare con le elezioni Regionali in Toscana e le novità che riguardano il tracciato.
Il progetto cambia, cambiano le cifre, ci sarà dunque un nuovo CIPE ed un nuovo piano finanziario, forse l’unico dettagliato.
Da 2 miliardi approvati con la delibera 85 del 2012, ora si parla di 1,400.000 euro.
Per gli addetti ai lavori è facile capire come faranno a risparmiare, sull’intervento della variante che rimarrà così con un piccolo ritocco e l’esclusione della bretella di Piombino e sicuramente con un risparmio sulla viabilità complanare.
Nessuna sorpresa!
Ma viene da chiedersi come sia possibile scrivere certi protocolli senza essere chiari e puntuali nelle spiegazioni sui pedaggi, lasciando a tutti i lettori il sospetto che sia piuttosto un protocollo politico per far vincere Rossi Presidente della Regione Toscana, che non si perde mai una foto.
Sottoscritto al Mit il Protocollo di Intesa per il completamento della Autostrada Tirrenica. Nencini

13 maggio 2015 - É stato sottoscritto oggi a Roma, presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Protocollo di Intesa per la realizzazione e il completamento della A12, il tratto autostradale Tirrenico, Livorno-Civitavecchia. Il Protocollo di Intesa è stato sottoscritto, alla presenza della Presidenza del Consiglio dei Ministri, tra Mit, Regione Toscana, Regione Lazio, SAT,  la Società Autostrade Per L’Italia, azionista di maggioranza di SAT, che finanzierà l’infrastruttura con un costo previsto di 1,4 miliardi di euro.

Interventi di adeguamento agli standard di sicurezza nel tratto stradale esistente, esenzione dai pedaggi autostradali per i residenti, riduzione del consumo del territorio, interventi di miglioramento e di ottimizzazione finalizzati al contenimento dei costi  – rispetto alla precedente delibera del Cipe  del 2012 che prevedeva investimenti finanziari per circa 2 miliardi – la possibilità, anche per i non residenti, di percorrere tratti della Tirrenica senza pagare il pedaggio, con sistema di pedaggiamento ‘aperto’, un cronoprogramma dettagliato che contiene la definizione dei tempi sull’avvio dei cantieri per il completamento della Tirrenica.  Questi i punti salienti contenuti nel Protocollo sottoscritto dal Vice Ministro Riccardo Nencini, il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, l’Assessore ai Trasporti della Regione Lazio, Fabio Refrigeri, l’Amministratore Delegato di Autostrade Per l’Italia, Giovanni Castellucci e i vertici di SAT. Il progetto esecutivo e l’avvio dei cantieri, una volta approvati i progetti definitivi,  partiranno entro giugno 2016. “La Tirrenica era ad un punto morto ormai da più di trent’anni” – ha detto il vice ministro dopo la firma del protocollo d’intesa.

“Finalmente un punto fermo sulla realizzazione di un’infrastruttura strategica per tutto il centro Italia. I residenti non pagheranno il pedaggio – ha aggiunto Nencini – e ci sono tariffe agevolate anche per i non residenti. Sarà un tratto più sicuro, si migliora la viabilità costiera e finalmente si porta a compimento una questione annosa. Un impegno mantenuto da tempo. Abbiamo fatto bene a scommetterci, non ci credeva più nessuno. Sono soddisfatto”- ha concluso Nencini.

Il progetto definitivo della tratta Grosseto Sud – S.Pietro in Palazzi, in particolare, si baserà su interventi di risanamento della SS Aurelia, consistenti nella riqualifica della pavimentazione, un miglioramento degli standard di sicurezza, tramite anche ulteriori interventi puntuali, come piazzole di sosta e informatizzazione.
Il sistema di pedaggiamento di tipo ‘aperto’ – che avviene cioè tramite un pedaggio fisso e economicamente vantaggioso e che non viene calcolato in base alla distanza ma con un costo forfettario – prevede per la tratta Grosseto Sud – S. Pietro in Palazzi una ‘quasi-esenzione’, in quanto verra’ applicato, per i transiti nelle barriere di Grosseto sud e Rosignano, un pedaggio commisurato a 10 chilometri. Il protocollo prevede l’esenzione dal pedaggio per le automobili dei residenti di tutti i Comuni attraversati dall’autostrada e ulteriori forme di agevolazioni tariffarie potranno avvenire anche con l’utilizzo di fondi a disposizione delle Regioni.

http://www.mit.gov.it/mit/site.php?p=cm&o=vd&id=3878

mag
21

Tirrenica: Il Comitato per il diritto alla Mobilità di Tarquinia invita i residenti alla presentazione delle planimetrie della variante presentata da SAT al Ministero delle infrastrutture

 

Poco più di un anno fa i cittadini rimasero per ben due mesi in presidio alla Farnesiana al bordo della SS Aurelia per chiedere a SAT il rispetto del diritto alla mobilità per i residenti e per le aziende agricole e turistiche tagliate fuori dall’autostrada Tirrenica.

La fatica di quei giorni oggi è un risultato per tutta la città e per gli utenti della SS Aurelia che avranno un’alternativa alla litoranea, individuata erroneamente da SAT come viabilità complanare al solo scopo di evitare la costruzione di un nuovo ponte sul fiume Mignone parallelo all’autostrada, di fatto la sola opera in grado di compensare, almeno in parte, la sottrazione di una strada pubblica, il solo modo di evitare un grave danno, non solo per i residenti della valle del Mignone

Il primo atto concreto dopo anni di incertezze, progetti mai approvati, proclami senza alcun fondamento.

La trasparenza degli atti pubblici dovrebbe essere una regola, invece tocca sempre ai cittadini pretenderla ed è stato necessario ricorrere a un accesso agli atti per prendere visione e copia delle planimetrie e delle relazioni al progetto.

Come è sempre accaduto dall’inizio di questa storia, i progetti sono stati mostrati e illustrati solo grazie alla trasparenza e la buona volontà di alcuni cittadini laddove chi avrebbe dovuto è invece mancato al proprio ruolo; anche questa volta non ci saranno eccezioni e giovedì 21 maggio il Comitato presenterà il progetto di variante a tutti i cittadini che vorranno vederlo.

Dal punto di vista tecnico il progetto esecutivo della viabilità secondaria complanare, presentato da SAT pochi giorni fa al Ministero e allo stesso tempo al tribunale del Consiglio di stato per il ricorso sottoscritto dai cittadini di Tarquinia era in origine collegato alla realizzazione del Lotto 6B Pescia Romana Tarquinia dell’Autostrada A12 Rosignano – Civitavecchia, oggi è stato semplicemente stralciato e ricompreso nel tratto Tarquinia – Civitavecchia (Lotto 6A), che costituisce come descritto dalla relazione generale allegata alle planimetrie, “un intervento di completamento funzionale con riferimento alla mobilità locale”.

Nello specifico il Progetto delle Viabilità Secondarie Complanari (VSC), nasce dalla revisione e integrazione,

eseguita in ottemperanza alla raccomandazione n. 84,”Si raccomanda di verificare Ia necessità di eventuali lavori di ampliamento e/o sistemazione relativi alla viabilità locale. Si raccomanda con riferimento all’ampiezza della sezione delle nuove strade, come da richieste dagli Enti, per Ia sicurezza e per una migliore fluidità del traffico, che le sezioni delle strade contigue, o nelle quali si innestano, siano nel limite massimo di 7 m”.

Sarebbe lecito chiedere  un’ammissione di colpa perché se è vero che solo oggi il ponte finalmente c’è, non poteva essere vero nel 2011 quando il primo cittadino di Tarquinia lo spacciava come una certezza; ammettere la responsabilità di aver mancato di chiedere il ponte e il resto in conferenza dei servizi nel 2010 non riparerebbe del danno arrecato ma forse aiuterebbe a ritrovare quel minimo di fiducia nelle istituzioni.

Probabilmente è inutile chiedere tanto.

Con o senza riconoscimenti il Comitato incassa un grande risultato e chi vive e lavora lungo il tracciato dell’autostrada lo sa e lo riconosce.

La mobilitazione non finisce perché  il progetto non è stato ancora autorizzato e la gara d’appalto non è stata istruita e, per come sono andate le cose finora, siamo certi che toccherà sempre ai cittadini pressare sui tempi di realizzazione. Speriamo che almeno in questo caso tutte le istituzioni siano affianco ai cittadini per pretendere che gli accessi sull’attuale tracciato dell’autostrada all’altezza del Fiume Mignone e della zona di Pantano non vengano chiuse fintanto che non verrà realizzata la viabilità complanare integrativa, che ricordiamo non accessoria ma indispensabile per i residenti e per le aziende agricole che non possono utilizzare la litoranea con i mezzi pesanti e agricoli ( 2.50 di ingombro sulla carreggiata e 30 km di velocità media) senza causare seri disagi a tutta la viabilità locale.

Comitato per il diritto alla mobilità di Tarquinia

mag
21

Tirrenica:Volete voi l’autostrada Tirrenica?

A domanda rispondo. Volete voi l’autostrada Tirrenica?

di Furio Colombo, “Il Fatto Quotidiano”, 21 mag. 2015

 

 

Caro Furio Colombo, vivo in Toscana, lavoro in Maremma e non conosco una sola persona del luogo che voglia sopportare per anni la costruzione di una autostrada che non serve (proprio sopra l’Aurelia) solo per far felice una società privata (la Sat). Me lo spieghi?

Rodolfo

 

 

È una storia che dura ormai da trent’anni ma, come accade per certe pietre preziose, gli intenditori non mollano. La storia di questa vicenda ricorda il motto dei servizi postali americani che diceva “Non la neve, non l’uragano, non il freddo più rigido o il caldo più torrido potrà fermarci”. Per questa ragione, Nicola Caracciolo, presidente onorario di Italia Nostra, l’ex ministro Gianni Mattioli e Ferdinando Imposimato, già senatore, già giudice della Corte di Cassazione, indimenticato investigatore del delitto Moro, hanno invitato i cittadini (una vera folla) a Orbetello un sabato di maggio per ripetere la domanda che resta sempre senza risposta: perché il danno di una autostrada nel cuore di un’area di grande bellezza turistica che merita protezione e ottiene l’attenzione del mondo così com’è? Diciamo pure che Caracciolo, Imposimato e gli esperti di ambiente che hanno preso la parola si sono confrontati con un giallo. Per esempio, nessun sindaco (solo il vice di Orbetello) di tutta la zona minacciata ha pensato di farsi vivo. Rischioso? La storia ha i suoi misteri. L’autostrada in questione, infatti, è sopravvissuta ai problemi e suicidi del Monte dei Paschi di Siena, ai cambiamenti politici che hanno prima contrapposto e poi associato la destra e la sinistra ai più diversi presidenti di Regione, a schiere di sindaci di tutte le possibili inclinazioni politiche. Non si conosce un cittadino o un movimento che sia in favore dell’auto strada e lo abbia mai detto. Quelli che la vogliono, devono essere molto potenti perché sopravvivono ai cambi di governi, regimi, amministrazioni locali, banche, inchieste, ma anche di singole persone dentro un governo. Eppure la Maremma è un mare di verde sopra un mare di paludi (dunque bella e fragile, vedi le inondazioni non rare) è servita da una eccellente linea ferroviaria, e dispone del mare, che consente tutto il trasporto possibile senza inquinamento, senza rumore, senza spreco di denaro, utilissimo altrove in questa fase difficile dell’economia italiana. Ma sull’Aurelia libera (da mettere in sicurezza, naturalmente, e che non si può regalare a una società privata) il traffico scorre anche il 14 agosto perché non ci sono caselli. Però i caselli sono esattamente ciò che i committenti privati desiderano, e per questo, legittimamente vi dicono (“business is business”) che l’autostrada che spacca il paesaggio e corre lungo il mare isolando e inquinando le spiagge, è un bene necessario, cominciando da una decina d’anni di lavori e di cementificazione. Il ministro Lupi, quando era alle Infrastrutture, aveva fatto buona guardia al progetto, spiegando che ce lo stava chiedendo l’Europa. Delrio (il nuovo ministro) prontamente e con il serio proposito di evitare spese e doni non adatti a un periodo di crisi, aveva per prima cosa cancellato il “corridoio tirrenico”. Ma adesso i cittadini si sono accorti che i lavori continuano. Qualcuno deve avere deciso qualche altra cosa, i sindaci non parlano e non intervengono, come se coloro che non vogliono l’autostrada non fossero i cittadini che li hanno eletti. Per fortuna l’intero gruppo di ambientalisti intervenuto a Orbetello il 16 maggio, insieme a Caracciolo, Imposimato, Mattioli e altre centinaia di persone, non ha intenzione di distrarsi. Qualcuno deve venire e spiegare. Ma anche questa volta cittadini hanno parlato. Il potere, qualunque cosa sia, no.

 

mag
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Autostrade, lobby dei concessionari torna alla carica su rinnovi e tariffe

Che la lobby delle concessionarie autostradali sia potente e molto ben introdotta non vi è dubbio alcuno, ma che arrivi a comunicare in anteprima al governo una decisione di Bruxelles fa capire meglio di qualunque esempio come marcino le cose in Italia e in Europa. Il vicepresidente di Unicredit nonché presidente di Aiscat, Fabrizio Palenzona, si è pubblicamente complimentato con il premier Matteo Renzi e con il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio “per aver sostanzialmente avviato a chiusura la delicata procedura europea aperta nello scorso agosto”. Peccato che, appunto, né Renzi né Delrio ne sapessero qualcosa. L’Aiscat sì, però, in quanto si tratta di una procedura che colpisce direttamente gli interessi delle concessionarie autostradali che da mesi stanno facendo fuoco e fiamme per ottenere la proroga senza gara delle concessioni in aperta violazione delle normative europee. L’uscita di Palenzona è curiosa, anche perché giusto a fine marzo Bruxelles ha scritto a Roma fissando dei paletti molto stringenti sui cosiddetti “nuovi investimenti” per i quali è ammissibile una proroga delle concessioni, ammettendone di fatto solo 1,5 sui 10 miliardi proposti dall’Italia.

L’Aiscat sostiene che la Commissione Ue avrebbe condiviso con il governo italiano l’idea “che i principi della crescita e della tutela del consumatore utente giustificano la consensuale modifica della durata e la stessa integrazione delle diverse concessioni così da dare luogo a una rete più efficiente”. Insomma, uno spiraglio in cui infilarsi per aprire senza indugio il solito mercato delle vacche. E Palenzona suona la carica: “Ora è necessario che il governo, oltre a finalizzare la procedura con la Commissione Europea, definisca con le concessionarie interessate i contenuti delle specifiche intese tali da concretizzare gli obiettivi di partenza assicurando l’equilibrio economico finanziario dei piani, tariffe competitive e la prosecuzione dei piani di investimento”. Insomma, la lobby pretende di ottenere ciò che aveva ottenuto con l’articolo 5 del decreto “Sblocca Italia”: la proroga delle concessioni sulla base di piani realizzati dalle stesse concessionarie e non sottoposti a controllo alcuno.

Tutto questo per fare gli investimenti già previsti dalle concessioni ma non realizzati perché il calo del traffico e l’aumento dei costi non permetterebbero di coprirli. Non basta. Palenzona coglie l’occasione per battere anche cassa, ricordando al governo che il 30 giugno dovrebbero scattare gli adeguamenti tariffari congelati alla fine dello scorso anno e coglie l’occasione per ribadire “la centralità del principio della certezza giuridica che impone il rispetto dei contratti ed accordi sottoscritti e ancor più particolarmente in un momento in cui deve essere promossa la crescita e l’interesse degli investitori”. Insomma, oltre alla proroga le concessionarie vogliono anche gli aumenti tariffari promessi, che scatteranno giusto prima dell’esodo estivo.

E il governo, c’è da credere, li accontenterà senza battere ciglio e senza prestare orecchio alle Authority che da mesi si dicono contrarie a questo modo di procedere. In particolare, il presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella è tornato a suggerire che “se una proroga delle concessioni deve esserci, questa deve essere valutata caso per caso per fare in modo che ci siano veramente le ragioni di efficienza e dei ritorni positivi per il consumatore”. Pitruzzella ha ricordato che ci sono già state “indicazioni dall’Antitrust e dell’Autorità anticorruzione critiche nei confronti di una proroga indistinta”. Inascoltati, almeno finora.

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